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Roberto Rho per “la Repubblica”
Si sono incontrati, per la prima volta faccia a faccia, intorno alla metà di luglio. Un vertice tenuto rigorosamente riservato, 40 minuti quasi tutti spesi da Matteo Renzi per convincere Giuliano Pisapia a ricandidarsi sindaco di Milano alle Comunali del 2016.
Il premier, che aveva accolto l' avvocato milanese convintissimo di incassare il suo "sì", ha dovuto arrendersi di fronte alla risolutezza con cui Pisapia ha ribadito la volontà - annunciata una domenica di fine marzo - di limitare a un solo mandato la sua disponibilità ad amministrare la città.
Si sono lasciati con il generico proposito di risentirsi a fine agosto o ai primi di settembre. E condividendo un solo - ma decisivo - impegno: trovare una soluzione vincente. Insieme. Perché nessuno dei due può permettersi la sconfitta. Matteo Renzi - a dispetto dell' apparente disinteresse sa che dopo la battuta d' arresto alle amministrative 2015 non può perdere anche Milano, il più importante test elettorale del prossimo anno.
Pisapia, quand' anche rinunciasse alla ricandidatura, non potrebbe non rintracciare un giudizio implicitamente negativo sui cinque anni della sua amministrazione in una eventuale sconfitta elettorale del centrosinistra.
Un vertice - quello tra Renzi e Pisapia - tanto segreto quanto, apparentemente, infruttuoso. La soluzione vincente, al momento, non c' è. Le due candidature in campo - l' assessore ai Servizi sociali Pierfrancesco Majorino e il parlamentare renziano Emanuele Fiano - sono giudicate, sia dal premier che dal sindaco, rispettabili ma non sufficienti per garantire un' adeguata copertura del bacino elettorale milanese.
ADA LUCIA DE CESARIS - PISAPIA
Soprattutto se sul fronte avverso decollasse davvero l'ipotesi Del Debbio, il filosofo-anchorman delle reti berlusconiane che, per la sua popolarità e capacità di agitare i temi forti del populismo televisivo - le tasse, l' immigrazione, la sicurezza… - è l' avversario più temuto da tutto il centrosinistra.
L'unico su cui confluirebbero facilmente i consensi sia di Forza Italia che della Lega, ragion per cui la sua iniziale indisponibilità viene ritenuta superabile. Serve, dunque, un centravanti di sfondamento anche nel campo del centrosinistra.
Due "top player" ci sarebbero pure: il commissario dell' Expo Giuseppe Sala e l' ex direttore del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli. Ma le quotazioni di entrambi sono in ribasso. Il primo, molto stimato da Renzi, è già stato consultato anche nella prospettiva di una candidatura a sindaco di Milano.
Ma non è disponibile ad affrontare le primarie (che a Milano hanno dato prova di efficienza e non si possono scavalcare, salvo accollarsi il rischio di una rivolta degli elettori) e soprattutto pare destinato, in accordo con Renzi, a un ruolo nazionale di "promoter" delle località italiane più attrattive per il turismo internazionale.
michelle obama con agnese renzi maurizio martina emma bonino giuseppe sala a milano
Un ruolo nel quale potrebbe facilmente mettere a frutto l' esperienza accumulata nel marketing dell' Expo, che sta portando a Milano centinaia di migliaia di visitatori ogni mese.
Ancora più tortuoso il percorso di un' eventuale candidatura de Bortoli. Difficile che Renzi decida di sorvolare sull' asprezza delle critiche - anche personali - incassate e sul fatto che il nome di de Bortoli è stato buttato nella mischia, nella partita del consiglio Rai, dalla minoranza del Pd proprio in chiave ostruzionistica rispetto alle scelte del governo.
La ricerca si prospetta dunque tutt' altro che semplice. Se a Renzi e Pisapia non riuscisse l' impresa di cavare un coniglio dal cilindro non resterebbe che lavorare sui nomi circolati nei mesi scorsi.
Ma l' ex vicesindaco Ada Lucia De Cesaris si è messa fuori gioco da sola, lo sfidante di Pisapia alle primarie del 2010, Stefano Boeri, ha il difetto che le primarie le ha già giocate (e perse) una volta, così come l' altro possibile candidato civico, Umberto Ambrosoli, ha già giocato (e perso) contro Maroni la partita delle Regionali.
Il sindaco Pisapia ha manifestato più volte ai collaboratori più stretti la sua preoccupazione. Non è disposto a ricandidarsi, ma neppure a veder disperso tutto il patrimonio di cose buone fatte in questi anni e che i quasi 9 milioni di turisti passati da Milano nei primi tre mesi dell' Expo hanno largamente apprezzato.
Stefano Boeri Assessore cultura
E continua ad auspicare un candidato "di continuità". E allora? Allora, se passate le ferie anche a settembre la soluzione vincente davvero non si trovasse, Renzi e Pisapia potrebbero risentirsi. C' è chi sostiene che il premier non riterrebbe esaurite le sue capacità di moral suasion nei confronti del sindaco. E a Milano c' è chi azzarda che, alla fine, anche la risposta di Pisapia potrebbe essere diversa da quella di metà luglio.
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