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SALVATE IL SOLDATO VANCE – LA GUERRA DEL GOLFO METTE A RISCHIO FUTURO POLITICO DEL VICEPRESIDENTE USA, CHE PUNTA A SUCCEDERE A TRUMP NEL 2028 – DA SEMPRE CONTRARIO ALL’INTERVENTISMO MILITARE AMERICANO ALL’ESTERO, VANCE È COSTRETTO A DIFENDERE IL CONFLITTO SCATENATO DAL COATTO DELLA CASA BIANCA, CHE SI STA ALLUNGANDO E COMPLICANDO SEMPRE PIÙ – IL “WASHINGTON POST”: “IL DILEMMA PER IL 41ENNE REDUCE DELL'IRAQ È TRA LA LEALTÀ NEI CONFRONTI DEL PRESIDENTE E IL RISCHIO DI APPARIRE IN CONTRADDIZIONE CON I SUOI PRINCIPI, COMPROMETTENDOSI AGLI OCCHI DI UNA COALIZIONE DI FIGURE INFLUENTI DELLA DESTRA MAGA…”
jd vance e donald trump nella situation room durante i bombardamenti americani sull'iran
(Adnkronos) - "Sarà una guerra breve, il presidente Trump non ci coinvolgerà in un pantano a lungo termine come hanno fatto altri presidenti".
E' questo mantra che JD Vance continua a ripetere, quasi ad allontanare da sé il dilemma che la guerra lanciata da Donald Trump contro l'Iran pone per il vice presidente che ha costruito la sua carriera politica, e la sua base elettorale, sul rifiuto dell'interventismo militare all'estero che lo ha portato, da giovane caporale dei Marine, a combattere in Iraq.
Man mano che si allungano i tempi del conflitto che l'amministrazione Trump forse aveva creduto potesse essere lampo, e soprattutto si aggravano le ricadute economiche sui prezzi energetici, e soprattutto sui costi per gli americani dal benzinaio, si complica il futuro politico di Vance.
Suoi amici e alleati per il momento minimizzano l'impatto dell'operazione in Iran sulle ambizioni presidenziali del vice presidente, anche loro insistendo sul fatto che si tratta di una missione di poche settimane che non rimarrà nella memoria degli elettori.
Ma, parlando con il Washington Post, ammettono che se il conflitto dovesse allungarsi, "andare avanti per sei mesi", questo rischia di diventare un problema per chiunque sia il prossimo candidato repubblicano alla Casa Bianca, perché dovrà "poter spiegare perché questo succede", affermano ritenendo che la guerra "sarà la forza centrale delle elezioni, se continuerà per un po'".
jd vance donald trump prima riunione del board of peace foto lapresse
Questo potrebbe essere maggiormente vero per un candidato come Vance che solo il mese scorso, in un'intervista al Post, non esitava a dire di considerarsi ancora "scettico sugli interventi militari all'estero".
Insomma è il dilemma per il 41enne reduce dell'Iraq è tra la lealtà nei confronti del presidente e il rischio di apparire in contraddizione con i suoi principi, compromettendosi agli occhi di una coalizione di figure influenti dell'estrema destra, suo bacino elettorale, che sono sempre più critici verso la guerra in Iran.
Una coalizione che annovera ex fedelissimi di Trump, come il commentatore Tucker Carlson e l'ex deputata Marjorie Taylor Greene, ed ora ha un nuovo punto di riferimento in Joe Kent, anche lui un tempo fervente sostenitore del presidente che due giorni fa ha pubblicato la lettera con cui si è dimesso da un incarico all'antiterrorismo affermando di "non poter sostenere una guerra" che non fa gli interessi degli Usa perché l'Iran "non era una minaccia imminente per la nazione".
jd vance con giorgia meloni foto lapresse 5
"A me piace Joe Kent, a nessuno piace la guerra, va bene non essere d'accordo, detto questo, qualsiasi sia la tua opinione, quando il presidente degli Stati Uniti prende una decisione, il tuo lavoro è aiutare che questa decisione sia il più possibile efficace e di successo", ha detto ieri in Michigan Vance che, secondo quanto rivelato dal Post, avrebbe cercato, in un colloquio privato, di convincere Kent, che ha legami con le milizie di estrema destra e posizioni complottiste su covid, assalto al Congresso e elezioni 2020, a non rompere in modo così pubblico con l'amministrazione Trump.
DONALD TRUMP JR - JD VANCE
JD VANCE BENJAMIN NETANYAHU
benjamin netanyahu accoglie jd vance in israele
AVANCE SPETTACOLO - MEME BY EMILIANO CARLI
usha e jd vance alla cerimonia d apertura delle olimpiadi invernali di milano cortina
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