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Da Corriere.it
Ore 9 e 11: si ripete in un gremitissimo Duomo di Napoli il prodigio del sangue di San Gennaro. A dare l'annuncio è stato l'arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, dicendo, però, che il sangue era già sciolto quando ha prelevato la teca dalla cassaforte. Un lungo applauso ha salutato il miracolo avvenuto alla presenza, tra gli altri, del sindaco Luigi de Magistris, che ha baciato la teca.
LE POLEMICHE - Un miracolo che quest'anno assume una particolare valenza anche alla luce delle polemiche sorte in merito alla decisione del governo di cancellare le feste patronali. In tal senso, la voce critica del primo cittadino non s'è fatta attendere: «Qualcuno ha pensato di cancellare la festa di San Gennaro pensando che un governo in scadenza possa cambiare anche le festività religiose. Invece Napoli è tutta qui, al di là del credo politico e delle convinzioni religiose».
«TRADIZIONE POPOLARE, IDENTITARIA» - «Il giorno di San Gennaro - ha detto ancora il sindaco - è un giorno che fa parte della storia di questa città , è una tradizione popolare, identitaria e religiosa che unisce». Napoli ha sottolineato de Magistris «è una città in cui c'è una comunità cattolica, ma anche laica, ebraica, musulmana». Secondo il sindaco, il miracolo di San Gennaro «fa bene alla città , ma - ha aggiunto - Napoli non ha bisogno della religione e dei miracoli per andare avanti, ma del lavoro duro delle persone».
CALDORO: CHIEDO AL PATRONO UN AIUTO PER CHI SOFFRE - Alla cerimonia presente anche il governatore campano Stefano Caldoro: «Chiederei a San Gennaro la speranza di un cambiamento, il miglioramento del tessuto sociale e uno sguardo particolare a chi e in difficoltà ». Nell'omelia del cardinale Crescenzio Sepe, in occasione delle celebrazioni di San Gennaro, «sono contenuti tutti i valori del Giubileo al quale abbiamo subito aderito». L'adesione al richiamo alle responsabilità da parte di Sepe «ha prodotto atti concreti con lo spirito della speranza per Napoli e la Campania perchè il riscatto si ottiene solo se c'è voglia di cambiare e accettare la sfida. Un lavoro quotidiano che stiamo facendo e dobbiamo fare».
De Magistris bacia la teca del sangue di San Gennaro
de magistris con la bandana
AURELIO DE LAURENTIS
CRESCENZIO SEPE
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