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SCURDAMMOCE U PASSATO! – GIORGIA MELONI ARCHIVIA ORBAN E LE ALLEANZE SOVRANISTE DEL PASSATO E ACCOGLIE A ROMA IL NUOVO PREMIER UNGHERESE, PETER MAGYAR, E QUELLO POLACCO, DONALD TUSK – UN “GRANDE RESET” CHE AVVICINA SEMPRE DI PIÙ LA DUCETTA ALLA FAMIGLIA DEI POPOLARI UE. TUSK È UNO DEI PADRI NOBILI DEL PPE, E SI È SEMPRE OPPOSTO ALL’INGRESSO DI FRATELLI D’ITALIA, ALLEATA IN EUROPA CON I SUOI RIVALI DEL PIS – QUEL VOLPONE DI MAGYAR PUBBLICA A TUTTO SPIANO SUI SOCIAL CON CANZONI ITALIANE, DAL “CIELO È SEMPRE PIÙ BLU”, AD “AZZURRO” (“E ALLORA, IO QUASI QUASI PRENDO IL TRENO E VENGO DA TE”, GIORGIA)
A warm and ceremonial welcome in Rome. ??? pic.twitter.com/FWopelOVQz
— Magyar Péter (Ne féljetek) (@magyarpeterMP) May 7, 2026
Estratto dell’articolo di Francesca De Benedetti per “Domani”
donald tusk giorgia meloni foto lapresse
A che le serve il piano per il «grande reset» anti Ue così spudoratamente / sventagliato dai think tank di Viktor Orbán, il cui capo è ormai cosparso delle ceneri della sconfitta elettorale del 12 aprile, adesso che Giorgia Meloni può fare senza troppo clamore un reset tutto suo?
Gli incontri di ieri a Palazzo Chigi con il futuro premier ungherese e con l’attuale premier polacco dimostrano che si può stravolgere l’Unione europea dall’interno come piace a Donald Trump senza neppure il bisogno di strepitare contro Ursula von der Leyen, come invece lo sconfitto Orbán si era ostinato a fare fino all’ultimo.
Ammirata dal fenomeno ungherese Péter Magyar (nonostante lei abbia sostenuto il suo predecessore), vezzeggiata dal premier di Varsavia Donald Tusk (nonostante lei sia formalmente alleata con l’opposizione polacca), la premier di Fratelli d’Italia (ancora gruppo conservatore, in teoria) è sempre di più una leader di famiglia per i popolari europei.
Questi stessi popolari sono riusciti a liberarsi del vecchio enfant terrible ungherese e scommettono tutto sull’estrema destra nostrana, oltre che sul nuovo ragazzo prodigio che da sabato sarà ufficialmente primo ministro.
«Mi piacerebbe molto incontrare Meloni di persona, dati i risultati straordinari, wonderful, che ha ottenuto in Italia», aveva detto già all’indomani della domenica di vittoria Péter Magyar, leader di Tisza. E senza neppure aspettare l’incarico ufficiale, […] Magyar è corso in Italia col pretesto di un festival del cinema a Sestri Levante. Poi ops, come le dame fanno cascare il fazzoletto perché il destinatario raccolga, così lui ha lasciato cadere sui social anche una “improvvisata” a Chigi, togliendo il destinatario in questione – l’amica storica di Orbán, che a Fidesz ha mandato anche il suo endorsement a gennaio – dall’imbarazzo di passare per voltagabbana.
«Il colloquio ha confermato la solidità delle relazioni tra Italia e Ungheria», è la formulazione scelta da Palazzo Chigi dopo il colloquio cordiale: chi vuol intendere intenda. E Magyar deve aver inteso: «Il cielo è sempre più blu!», si è messo a pubblicare a tutto spiano video lui sui social, chiedendo di condividere perché il messaggio (lo smacco) «arrivi anche» a Fidesz e schiamazzando Azzurro in sottofondo. «E allora io quasi quasi prendo il treno e vengo da te», Giorgia.
«Un incontro di successo e promettente», dice il versante ungherese, con tanto di invito per Meloni a Budapest. La sintonia dichiarata su molti temi – dalla linea dura sui migranti alla deregolamentazione – era nota: l’universo ideologico del nuovo leader ungherese è a tutti gli effetti di destra e Meloni a sua volta è sempre più compatibile con il Ppe di Magyar e Tusk. È lei l’erede del berlusconismo dopo Berlusconi (che era Ppe) e dell’orbanesimo post Orbán (pure lui ex Ppe).
donald tusk giorgia meloni foto lapresse
Il triangolo di Chigi Meloni è diventata l’aggancio sia per l’Ungheria che per la Polonia.
Il futuro governo ungherese deve convincere la Commissione a sganciare tutti i fondi Ue senza troppe rimostranze sullo stato di diritto, con la scadenza di agosto dietro l’angolo.
Ma nonostante le promesse agli elettori e i selfie cool da Bruxelles, l’Ue vuol tenere ancora 4 miliardi di prestiti in cantina. Perciò ieri Anita Orbán, che di Magyar sarà ministra degli Esteri e vice, e che nel futuro governo è quella davvero con le mani in pasta con potere e diplomazia, è corsa all’alba a prendere un low cost per Roma per raggiungere Magyar a «negoziare»; è lei del resto a negoziare anche con Bruxelles.
donald tusk giorgia meloni foto lapresse
[…] Tusk è grande sponsor del leader ungherese e ha dichiarato ieri che avere Meloni dalla sua parte lo ha aiutato a spostare il baricentro in Europa: tout se tient. Il premier polacco ieri ha incoronato Meloni «amica in sintonia su tutto» (arriverà anche un nuovo patto bilaterale tra i due paesi) e ha fatto da mediatore con gli Usa sul tema del ritiro delle truppe. […]
donald tusk giorgia meloni 2 foto lapresse
donald tusk giorgia meloni foto lapresse
giorgia meloni foto lapresse 2
donald tusk giorgia meloni foto lapresse
giorgia meloni con abdul hamid mohammed dbeibeh foto lapresse
giorgia meloni foto lapresse
donald tusk giorgia meloni foto lapresse
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