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“L’ITALIA PERDE UN LEADER APPASSIONATO E UN SINCERO DEMOCRATICO” – SERGIO MATTARELLA OMAGGIA UMBERTO BOSSI – I MESSAGGI DI CORDOGLIO DELLA POLITICA, DA GIORGIA MELONI (“CON LA SUA PASSIONE HA SEGNATO UNA FASE IMPORTANTE DELLA STORIA ITALIANA”) AL POST DI SALVINI (“MI HAI CAMBIATO LA VITA. CIAO, CAPO”) – LA FOTO SUI SOCIAL SENZA DIDASCALIA DI GIORGETTI, LA COMMOZIONE DI CALDEROLI, ZAIA E FONTANA E IL SALUTO DI PIER LUIGI BERSANI: “È UN COLPO AL CUORE. BOSSI È L'AVVERSARIO CUI HO VOLUTO PIÙ BENE IN VITA MIA…”
IL POST DI MATTEO SALVINI
Dal profilo “X” di Matteo Salvini
POST DI MATTEO SALVINI DOPO LA MORTE DI UMBERTO BOSSI
Coraggio, genio, passione, fatica, amore, rivoluzione, radici, libertà.
Avevo 17 anni quando ti ho incontrato e mi hai cambiato la vita. Oggi ne ho 53 e ti saluto, nel giorno della Festa del Papà, con una lacrima ma con la stessa gratitudine, lo stesso orgoglio e la determinazione a non mollare mai, come ci hai insegnato.
Il tuo immenso popolo ti rende omaggio e continuerà a camminare sulla strada che hai tracciato: quella della Libertà.
Ciao, Capo. A Dio. ???
LE LACRIME DELLA SUA LEGA IL COLLE: “SINCERO DEMOCRATICO”
Estratto dell’articolo di Giovanna Vitale per “la Repubblica”
Se ne va «il capo». Un pezzo di storia del Paese. Indomito lottatore. Visionario. Avversario leale in anni intensi. È unanime il cordoglio della politica per la scomparsa di Umberto Bossi, fondatore della Lega Nord e protagonista indiscusso della seconda Repubblica. «L'Italia perde un leader politico appassionato e un sincero democratico», dice il presidente Sergio Mattarella.
UMBERTO BOSSI E GIANCARLO GIORGETTI
«Con la sua passione ha segnato una fase importante della storia italiana e ha dato un fondamentale apporto alla formazione del primo centrodestra», ricorda la premier Giorgia Meloni.
Pianto soprattutto dalla sua comunità, ora «profondamente scossa»: quel manipolo di militanti padani che Bossi aveva riunito sul pratone di Pontida e portato per mano fin nel cuore delle massime istituzioni, locali e nazionali. Selezionando uno per uno i dirigenti oggi al governo.
Basta guardare il tweet muto pubblicato sull'account del ministero dell'Economia: c'è solo una foto che ritrae il Senatùr accanto a Giancarlo Giorgetti, giovani e sorridenti. Nessun commento. […] «Siamo cresciuti insieme, invecchiati insieme, abbiamo affrontato gioie e malattie insieme», si commuove Roberto Calderoli: «E proprio nel giorno del festa del papà perdo "papà Umberto", perché per me è stato davvero un secondo padre, da un punto di vista umano e poi politico».
POST DEL MINISTERO DELL ECONOMIA DOPO LA MORTE DI UMBERTO BOSSI
Come lo è stato per il presidente della Camera Lorenzo Fontana, che parla di «dolore profondo e lacerante: lui è stata la ragione del mio approdo in politica». Disperato anche l'altro Fontana, Attilio, governatore della Lombardia: «Ha cambiato la storia d'Italia, ha saputo anticipare i tempi e dar voce al Nord».
Anche se a ringraziarlo non dev'essere solo quel pezzo ma «tutto il Paese», rimarca Luca Zaia: «Se la politica ha dovuto affrontare una "questione settentrionale", se oggi c'è una coscienza federalista diffusa, in buona parte è merito della voce roca di Umberto che ne è stato il megafono». […]
PIER LUIGI BERSANI - BERSANI “L'AVVERSARIO AL QUALE HO VOLUTO PIÙ BENE NELLA VITA”
Estratto dell'articolo di Annalisa Cuzzocrea per “la Repubblica”
«Per me è un colpo al cuore. Umberto Bossi era un avversario politico di una forza e di una umanità che ricorderò per sempre».
UMBERTO BOSSI CON MATTEO SALVINI A PONTIDA NEL 1990
Pier Luigi Bersani sta per entrare a un evento pubblico per il referendum sulla Giustizia a Figline Valdarno quando risponde al telefono, e scopre della morte del fondatore della Lega. Hanno vissuto insieme – su sponde opposte – decenni di battaglie politiche. Si sono sempre combattuti e sempre rispettati. Alla fine, erano diventati perfino amici.
«È l'avversario cui ho voluto più bene in vita mia», dice l'ex segretario del Pd senza nascondere l'emozione. Lo aveva seguito fin dai primi comizi nelle campagne piacentine. Una figura «a metà tra Lenin e Tex Willer», così lo definì qualche anno fa, per gli 80 anni del Senatur. Dicendo anche: «È vero che era andato con Berlusconi, ma non si sarebbe mai messo con CasaPound».
UMBERTO BOSSI PIER LUIGI BERSANI
Da dove nasceva, questo affetto?
«Guardi, io l'ho seguito da quando girava con una 1500 scalcagnata a predicare un futuro indipendentista, autonomista. Chilometri e chilometri bevendo coca-cola. Ero un giovane assessore dell'Emilia-Romagna allora e avevo capito che in quella Lega ancora nascente c'era qualcosa da tenere d'occhio».
Gli riconosceva di credere nelle battaglie che conduceva, nonostante le parole d'ordine a dir poco forti?
«C'era molta autenticità in quelle battaglie, che io ovviamente contrastavo. E ho sofferto quando ho visto l'Umberto venire trattato così male da gente che gli doveva tutto. Negli ultimi anni, alla Camera, ho riconosciuto in lui una vera sofferenza».
[…] Ha fatto anche molti errori.
«Ah ma di errori certo, molti anche politici. Mi ricordo una delle ultime volte in cui ci siamo visti. Era dopo il tradimento dei 101 (i parlamentari pd che nel segreto dell'urna non votarono Romano Prodi alla presidenza della Repubblica, ndr). Lo trovai in un angolo stanco, ammalato, ma mi chiese con la voce ormai spenta: ti fa ancora male la coltellata?».
E lei cosa rispose?
«Gli risposi: e a te? E lui non disse niente, si mise a ridere. Ma ci eravamo capiti».
matteo salvini a casa di umberto bossi a gemonio
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