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“SONO STATA LICENZIATA CON UNA PEC, NON ME NE FACCIO UNA RAGIONE. SONO UNA PERSONA DI PARTITO" - ELENA PROIETTI TROTTI, VICINA AD ARIANNA MELONI E ORMAI EX SEGRETARIA PARTICOLARE DI ALESSANDRO GIULI, NON SI CAPACITA DI ESSERE STATA SILURATA DAL MINISTRO – SULLE ACCUSE DI NON ESSERSI PRESENTATA IN AEROPORTO IL GIORNO DELLA PARTENZA PER UNA MISSIONE A NEW YORK: “SONO STATA RICOVERATA D'URGENZA PER UNA COLICA RENALE. HO LE CARTE CHE POSSONO DIMOSTRARLO” – POI NEGA I CONFLITTI CON CHIARA SBOCCHIA, LA CAPO SEGRETERIA CHE GIULI HA PORTATO AL DICASTERO DAL MAXXI – LA SUA VICINANZA CON EMANUELE PRISCO (SOTTOSEGRETARIO AL VIMINALE) E ARIANNA MELONI: “LA MIA PRESENZA È STATA IMPOSTA A GIULI DAL PARTITO? VA CHIESTO AL MINISTRO..."
Gabriella Cerami Per la Repubblica - Estratti
Risponde al primo squillo. È ora di pranzo. Elena Proietti, ormai ex segretaria particolare del ministro della Cultura Alessandro Giuli, ripete più volte: «Non me ne faccio una ragione».
Lei, che è stata consigliera regionale in Umbria e assessore a Terni, dove tuttora è consigliera comunale, ma ha anche ricoperto l'incarico di consulente di Sport e salute, adesso dovrà fare gli scatoloni in via del Collegio romano.
Adesso è nel suo ufficio al ministero?
«No, sono a casa».
È già stata formalmente licenziata o è in attesa del decreto?
«Poco fa sono stata ufficialmente licenziata attraverso una pec».
E nient'altro?
«No, tutto via e-mail».
Quindi il ministro Giuli l'ha mandata via così, dopo neanche un anno dalla firma dell'incarico?
«Eh già».
Era stata avvisata?
«Sì, lo sapevo. Stamattina è arrivata la pec».
Nei giorni scorsi ha parlato con il ministro dei motivi della cacciata? Le ha rimproverato qualcosa?
«No, non me ne sono fatta una ragione».
Si dice che lei non si sia presentata in aeroporto il giorno della partenza per una missione a New York e che Giuli non abbia preso bene questa diserzione. È stata accusata di questo?
«È oggettivo che io stavo male, sono stata ricoverata d'urgenza all'ospedale Santo Spirito per una colica renale molto violenta. Ho le carte che possono dimostrare quanto è successo».
elena proietti trotti arianna meloni
Circolano tante voci nelle stanze del dicastero. Anche che lei sia andata in conflitto con Chiara Sbocchia, la capo segreteria che Giuli ha portato al dicastero dal Maxxi. È così? C'è stata una sovrapposizione dei ruoli?
«Assolutamente no, il mio ruolo è politico. Il suo è tecnico».
Forse la sua presenza al ministero è stata imposta a Giuli dal partito e ora i nodi sono arrivati al pettine?
«Va chiesto al ministro, io non me faccio una ragione».
Insieme a lei è stato mandato via anche il responsabile della segreteria tecnica, Emanuele Merlino. Pensa che Giuli in questi mesi abbia sentito l'influenza di Palazzo Chigi sul ministero?
«Sinceramente non lo so.Neanche io so il motivo. Io ed Emanuele siamo usciti dal ministero e basta».
Il partito le ha espresso solidarietà? Lei è considerata vicina ad Arianna Meloni, cosa le ha detto?
«Sia io sia Emanuele siamo persone di partito e continueremo a sentire il partito come casa nostra».
È amareggiata per quanto è successo? Si sente finita in mezzo a una faida di partito?
«Dispiace per il lavoro che è stato fatto, però è nella facoltà del ministro decidere chi fa parte o no delle sua squadra».
È impossibile che non ci siano stati momenti critici tra lei e Giuli almeno negli ultimi tempi, considerato il modo in cui è stata allontanata dal dicastero.
«Non ho mai litigato con il ministro e con lui non litigherò mai. Io sono una persona di partito».
Si sente sostenuta dal partito?
«Certo, sempre».
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