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Stefano Montefiori per il "Corriere della Sera"
Dopo il sogghigno pubblico con la Merkel e la frase assassina riportata nel libro di Bernard-Henri Lévy - «Certe volte mi domando se Berlusconi abbia ancora un cervello» -, tocca al Canard enchaîné documentare la scarsa stima del presidente francese Nicolas Sarkozy per l'ultimo Berlusconi. «Così non poteva durare», ha detto in privato (o quasi) Sarkozy lo scorso 11 novembre secondo il settimanale satirico, di solito molto bene informato sui retroscena dall'Eliseo. «Con Berlusconi alla guida del governo - ha aggiunto Sarkozy - l'Italia non era più credibile. Trascinava l'Italia verso il basso, incarnava il discredito del suo Paese. Vederlo nei summit internazionali aveva un lato patetico».
Frasi che confermerebbero la sensazione provata da molti all'ultimo G20 di Cannes, quando il premier era apparso isolato rispetto agli altri capi di Stato e di governo presenti al vertice. Tre giorni dopo, il 14 novembre - prosegue il Canard -, Sarkozy è tornato sull'argomento Berlusconi con toni stavolta meno sprezzanti e che anzi indicano una possibile prospettiva: «La partenza di Berlusconi sblocca la situazione e calma i mercati. à un animale politico, forse tornerà . In ogni caso, l'Italia lo ha amato appassionatamente».
Quanto al nuovo presidente del Consiglio italiano, le relazioni sono di lunga data, di stima ma non sempre facili. Mario Monti non era ancora stato designato premier che Sarkozy ha manifestato al presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano la disponibilità di venire a Roma per sostenerlo, magari assieme alla cancelliera Merkel, e convincere così le forze politiche italiane ancora riluttanti ad appoggiarlo.
«A palazzo Farnese l'ambasciatore Jean-Marc de La Sablière ha tirato più volte l'allarme - si legge sul quotidiano economico Les Echos, che conferma indiscrezioni apparse su Le Monde e sul Corriere della Sera -. Venerdì scorso, e poi di nuovo sabato, l'ambasciatore ha spiegato all'Eliseo come questa idea avrebbe potuto essere vissuta come un'umiliazione da parte dell'Italia».
La Sablière ha spiegato a Sarkozy che dall'inizio della crisi il protagonismo franco-tedesco è malvisto in Italia, e che sarebbe stato «inopportuno» dare l'impressione di avere avuto un ruolo nella caduta del Cavaliere e nella sua sostituzione con Monti.
Il quotidiano francese sostiene che «le relazioni tra Italia e Francia sono destinate a rimanere tese» e ricorda un episodio del 2004, quando Sarkozy era ministro delle Finanze e Monti commissario europeo alla concorrenza.
Il primo trovò l'opposizione del secondo quando lo Stato francese volle entrare nel capitale di Alstom in nome di un «patriottismo economico» che mal si conciliava con la libera concorrenza garantita dai Trattati. «à stato il caso più duro che ho dovuto trattare», disse Monti facendo il bilancio del suo mandato a Bruxelles. Questo non impedì però a Sarkozy di chiamare in seguito Monti a far parte della Commissione Attali per la liberazione della crescita.
merkel sarkozy
SARKOZY E BERLUSCONI
MARIO MONTI
Napolitano
Jean Marc de la Sabliere e moglie Silvie
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