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TAJANI, COME UN ASINO IN MEZZO AI SUONI – IL SEGRETARIO DI FORZA ITALIA, COMMISSARIATO DA MARINA BERLUSCONI, HA RIUNITO I VERTICI DEL PARTITO E SI È DETTO CERTO CHE PAOLO BARELLI DIVENTERÀ SOTTOSEGRETARIO AI RAPPORTI CON IL PARLAMENTO. EPPURE LE VOCI CHE CIRCOLANO SONO CONTRASTANTI. SE LA NOMINA DOVESSE SALTARE, IL MERLUZZONE AZZURRO È PRONTO A BLOCCARE LA CORSA DEL LEGHISTA FRENI ALLA CONSOB – SUL FRONTE INTERNO A FORZA ITALIA, TAJANI TIRA DRITTO SUI CONGRESSI REGIONALI (“SI TERRANNO ENTRO L’ESTATE”) – LO SCAZZO CON MULÈ CHE, FORTE DELL’APPOGGIO DI MARINA, VUOLE ESSERE NOMINATO COMMISSARIO DEL PARTITO IN SICILIA...

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Estratto dell’articolo di Gabriella Cerami per www.repubblica.it

 

antonio tajani paolo barelli

In Forza Italia sono ormai convinti: Paolo Barelli diventerà a breve, forse già mercoledì, sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento. Almeno così avrebbe detto Antonio Tajani riunendo i vertici del partito nella sede di piazza San Lorenzo in Lucina. Eppure per tutto il giorno sono circolate voci contrastanti.

 

[...] Se la nomina di Barelli dovesse saltare, Tajani è pronto a bloccare la corsa di Federico Freni che da sottosegretario al ministero dell’Economia diventerebbe presidente della Consob. Nei suoi confronti il segretario azzurro aveva messo un veto, non lo ha mai amato e non lo ama tutt’ora, non è un mistero.

 

federico freni - giancarlo giorgetti - foto lapresse

Ma, ottenuta la promozione di BarelIi, Forza Italia si è ammorbidita. Tuttavia la nomina di Freni, sponsorizzato dalla Lega è data in bilico anche per altre ragioni e in alternativa si continua a fare il nome di Federico Cornelli, attualmente commissario dell'authority,

 

Su Freni pesa il suo attuale incarico: come componente del Mef, è tra gli autori della riforma del mercato dei capitali. Fonti leghiste vicine al dossier fanno comunque notare diversi precedenti di componenti dell'esecutivo passati all'autorità: lo stesso uscente Paolo Savona così come Giuseppe Vegas che aveva anche le stesse deleghe attualmente detenute da Freni.

 

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A non essere del tutto convinta sarebbe Giorgia Meloni che teme nuovi attacchi delle opposizioni, dopo che anche Giuseppina Di Foggia nominata a Eni è finita nel mirino. Palazzo Chigi ne fa dunque una questione di opportunità.

 

[...] Tra i nomi certi c’è quello di Massimo Dell’Utri, in quota Noi moderati, come sottosegretario al ministero degli Esteri. E un altro dei posti vacanti dovrebbe andare a Mara Bizzotto, indicata fin dall'inizio dalla Lega per sostituire al Mimit Massimo Bitonci, che ha lasciato a fine 2025 per seguire Alberto Stefani nella giunta veneta.

 

Coperti invece i potenziali nuovi sottosegretari in quota FdI, ma anche questi potrebbero arrivare a breve. In questo valzer di poltrone, Forza Italia ambisce alla presidenza dell’Antitrust, anche questa in scadenza a breve. Motivo per cui Tajani non alza più gli scudi contro la scelta di Freni.

 

 

giorgio mule

Ma il segretario azzurro è alle prese anche con questioni interne. Nella riunione con i vertici ha confermato che la stagione congressuale di Forza Italia è iniziata e andrà avanti. Tajani intende forzare e chiudere tutti i congressi regionali, Sicilia a parte, entro l’estate. Più cauto invece Alberto Cirio, indicato dalla famiglia Berlusconi come responsabile di questa fase congressuale: “Si inizierà con quelli in cui c’è unità”. [...] 

 

Secondo quest’ultimo timing, chiusi i congressi dove c’è un candidato unitario, seguiranno le Regioni nelle quali si sta ancora lavorando per raggiungere una posizione unitaria: almeno dieci, tra cui Puglia, Campania, Lombardia.

 

Discorso diverso per la Sicilia, al centro di un durissimo scontro tra Tajani e il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè. Quest’ultimo vorrebbe essere nominato commissario del partito siciliano per poi guardare alla candidatura alla presidenza della regione.

 

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Ma Tajani, nel loro faccia a faccia dopo mesi di silenzi, ha alzato un muro: “Ci sarà un commissario ma non sarai tu”, gli avrebbe urlato accusando di avergli remato contro in tutti questi mesi.

 

Mulè gode però dell’appoggio di Marina Berlusconi, che a stretto giro tornerà a farsi sentire anche sulla volontà di Tajani di forzare spingere l’acceleratore sui congressi.

tajani barelli