conte salvini putin

LA VOGLIA DI GAS RUSSO RIAVVICINA I FILOPUTINIANI CONTE E SALVINI E MANDA IN FIBRILLAZIONE LE DUE COALIZIONI – DOPO SALVINI ANCHE IL LEADER M5S AFFERMA CHE BISOGNA TORNARE A COMPRARE GAS RUSSO. MURO DEL PD CON ELLY SCHLEIN CHE SABATO HA RIBADITO LA POSIZIONE DEL PD E CIOÈ CHE “NON CI SONO LE CONDIZIONI PER RIPRENDERE A IMPORTARE IL GAS DA MOSCA” – IL RIFORMISTA DEM FILIPPO SENSI È DRASTICO: “SE QUESTO È L'ASSAGGIO DELLA DISCUSSIONE SUL PROGRAMMA CHE DOBBIAMO FARE, STIAMO MESSI BENE. MA SU QUESTO IL PD NON CEDE, SE LO SCORDINO” – E FORZA ITALIA, CON STEFANIA CRAXI, RIMETTE AL SUO POSTO SALVINI...

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1 - SALVINI, CONTE E GLI APPELLI PER TORNARE AL GAS RUSSO QUELL’ASSE GIALLOVERDE CHE AGITA LE COALIZIONI 

Marco Cremonesi per il “Corriere della Sera”  - Estratti

 

salvini putin conte

Il gas russo torna al centro della politica. Semmai ne fosse uscito. Gli Stati Uniti hanno prorogato la sospensione delle sanzioni sulle materie prime energetiche russe fino al 16 maggio. E hanno così ridato una spinta forte a chi sostiene la necessità di riaprire gli acquisiti da Mosca. Fermo restando che gli acquisti non si sono mai fermati, anche nel cuore dell’Europa.

 

(...) A invitare a «riflessioni» sul tema il presidente di Confindustria Emanuele Orsini e il presidente dell’Eni Claudio Descalzi: «Non mi paiono putiniani» ha ironizzato il vicepremier leghista. 

 

In realtà, le posizioni non sono rimaste immutate nel corso del tempo. Sabato Matteo Salvini è tornato a dirlo forte e chiaro: «Piuttosto che chiudere fabbriche, scuole e ospedali torniamo a prendere gas e petrolio da tutto il mondo. Russia compresa, visto che non siamo in guerra contro la Russia».

 

vladimir putin brinda con giuseppe conte e salvini con savoini sullo sfondo

Con un certo slittamento rispetto al passato anche recente. Una decina di giorni fa, di fronte all’associazione della Stampa estera, la musica era stata un po’ diversa: la ripresa degli accordi energetici con Mosca «si può fare a conflitto finito, con le armi deposte. Oggi con la guerra in corso non mi pare possibile». Ma il sostegno ai rifornimenti da Mosca è sempre stato uno dei cavalli di battaglia leghisti, con l’economista Claudio Borghi a fare da ideologo, e con gli alleati di governo su posizioni opposte. 

 

Dall’opposizione — con Elly Schlein che sabato ha ribadito la posizione del Pd e cioè che «non ci sono le condizioni per riprendere a importare il gas russo» — lo stesso Giuseppe Conte ha posizioni non poi così diverse da Salvini. 

 

Anche se qui non si tratta di «pragmatismo energetico» ma di «coerenza geopolitica». 

Giusto ieri, sul Corriere , Conte ha ricordato di aver condannato «da subito l’aggressione di Putin, sono stato favorevole alle sanzioni e lo sono tuttora».

MATTEO SALVINI CONTESTATO IN POLONIA CON LA MAGLIETTA DI PUTIN

 

Ma la propaganda «distorcente che mi ha calunniato trascura i quattro anni di fallimenti di coloro che hanno scommesso sulla sconfitta militare della Russia sul cambio di regime, sul crollo dell’economia russa; anziché investire sulla diplomazia, e raggiungere un accordo oggi tanto più necessario, perché dobbiamo tornare in prospettiva a comprare gas russo». 

 

Tra i 5 Stelle, Chiara Appendino è sempre stata schieratissima sull’opzione russa, forse un po’ meno il capogruppo Stefano Patuanelli. 

 

Che qualche giorno fa sui social chiedeva «chiarezza e una strategia europea vera. Oggi siamo davanti a un paradosso: si annuncia lo stop definitivo alle importazioni dalla Russia dal 2027, ma senza strumenti comuni per affrontarne le conseguenze economiche e sociali». Il che «dimostra l’ipocrisia e l’ambiguità del sistema attuale: formalmente si riducono le importazioni, ma nella realtà il gas continua ad arrivare, spesso passando da Paesi terzi e a costi più elevati». 

(…)

 

2 - SCONTRO SUL GAS RUSSO, IL MURO DEL PD 

giuseppe conte matteo salvini

Alessandro Di Matteo per “la Stampa”  - Estratti

 

Il gas russo spiazza la politica italiana, le pressioni per voltare pagina sulle sanzioni a Mosca aumentano e in entrambi gli schieramenti rischia di aprirsi una discussione complicata da gestire. Le sollecitazioni dell'ad di Eni Claudio Descalzi e quelle del presidente di Confindustria Emanuele Orsini hanno galvanizzato forze politiche come la Lega e M5S che da tempo chiedono di riconsiderare lo stop alle importazioni da Mosca.

 

Proprio mentre la premier Giorgia Meloni si prepara ad un viaggio in Azerbaigian per cercare altri canali di rifornimento e la leader Pd Elly Schlein ripete che «non ci sono le condizioni» per parlare di tornare ad acquistare gas da Mosca. 

 

matteo salvini giuseppe conte

Due linee opposte, che tagliano trasversalmente sia il centrodestra che il centrosinistra e che potrebbero mandare in fibrillazione entrambe le coalizioni, se il caro-energia dovesse continuare. 

 

La voglia di gas russo è forte, i rincari mettono in crisi famiglie e imprese e Matteo Salvini, sabato, ha ancora una volta incalzato la premier: «Torniamo a prendere gas e petrolio da tutto il mondo, compresa la Russia, visto che non siamo in guerra con loro». Emanuele Pozzolo, deputato ex Fdi ora passato con Roberto Vannacci, accusa Meloni di «ipocrisia» e aggiunge: «È necessario riaprire con pragmatismo il confronto sull'approvvigionamento di gas dalla Russia». Forza Italia, con Stefania Craxi, prova a disinnescare la discussione: «Non è un'urgenza sul tavolo. 

 

IL CREMLINO E LE ELEZIONI ITALIANE

Deciderà il governo quando ci sarà o un'emergenza che riguarda il gas o quando le condizioni saranno diverse». 

 

Ma, appunto, le cose non vanno meglio tra le opposizioni. Giuseppe Conte è convinto, il gas russo «è più conveniente» e dunque va acquistato, anche se non subito perché «la Russia ha aggredito l'Ucraina». Ma proprio per questo, insiste, bisogna arrivare ad una pace il più presto possibile, «dobbiamo fare assolutamente il negoziato noi (l'Europa, ndr), ci dobbiamo sbrigare, perché fatto il negoziato compriamo il metano di Mosca». 

 

Parole che trovano un muro nel Pd. Dice Antonio Misiani, senatore e responsabile Economia del partito: «Non è pensabile tornare ad acquistare gas russo con la guerra ancora in corso. Finito il conflitto si potranno fare ragionamenti diversi, ma l'Italia deve liberarsi prima possibile dalla dipendenza dai combustibili fossili. E comunque è una follia pensare di tornare a prima del 2022...».

 

(...) Filippo Sensi, altro senatore dem, è drastico: «Ha fatto bene Elly Schlein. Su questo tema Lega e M5s sono sulla stessa posizione. Se questo è l'assaggio della discussione sul programma che dobbiamo fare, stiamo messi bene. Ma su questo il Pd non cede, se lo scordino». 

matteo salvini giuseppe conteelly schlein - Global progressive mobilitation