cisti ovarica da 50 chili

MIRACOLI DELLA MEDICINA – A VERONA È STATA ASPORTATA UNA CISTI OVARICA DA 50 CHILI – LA PAZIENTE, UNA 74ENNE, SI È PRESENTATA AL PRONTO SOCCORSO CON UN RIGONFIAMENTO ADDOMINALE LE STAVA CAUSANDO INSUFFICIENZA RESPIRATORIA E RENALE – L’INTERVENTO È STATO ESEGUITO IN PIÙ FASI: INIZIALMENTE È STATO ASPIRATO DEL LIQUIDO DALLA MASSA, POI…

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cisti ovarica da 50 chili

(ANSA) - Una cisti ovarica di 50 chili è stata asportata all'ospedale di Borgo Trento a Verona, con un intervento estremamente complesso eseguito dagli specialisti di più discipline. La paziente, una signora di 74 anni, si è presentata al pronto soccorso con una marcata distensione addominale che le stava causando insufficienza respiratoriae renale, oltre a una significativa limitazione funzionale nelle attività quotidiane.

 

Gli accertamenti diagnostici hanno evidenziato una neoformazione di imponenti dimensioni estesa a tutto l'addome, che comprimeva gli organi addominali, il diaframma e impediva la circolazione del sangue agli arti inferiori.

 

cisti ovarica 2

Data la complessità del caso e i potenziali rischi emodinamici, il ginecologo Stefano Scarperi e l'équipe multidisciplinare hanno dovuto eseguire il processo in più fasi nel corso di un unico lungo intervento. Inizialmente, è stato gradualmente ridotto il volume della massa aspirando il liquido per salvaguardare gli organi interni e i rischi legati a un'improvvisa decompressione della cavità addominale. Successivamente è stata eseguita la graduale liberazione della massa dalle aderenze con gli organi addominali, con il team della Chirurgia dell'esofago e dello stomaco.

 

l'equipe medica che ha rimosso la cisti ovarica da 50 chili

Una volta liberata, la cisti è stata completamente asportata. L'equipe ha poi eseguito una isterectomia totale (asportazione dell'utero) e anche del secondo ovaio non intaccato dalla massa. Piuttosto lunga anche la fase post-operatoria, con monitoraggio in terapia intensiva dei parametri vitali, prima di essere trasferita nel reparto di degenza ordinaria per riprendere progressivamente le funzionalità e poi la mobilità.

 

L'intervento ha coinvolto gli specialisti di Ginecologia oncologica B, Valentino Bergamini e Stefano Scarper, di Chirurgia Esofago e stomaco, Simone Giacopuzzi e Jacopo Weindelmayer, di Anestesia e rianimazione, Cristina Buttazzoni, e del Dipartimento Emergenza e Terapie intensive Enrico Polati.