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Francesco Persili per “Dagospia”
Crazy Camila. La Giorgi sfiora l’impresa al terzo turno degli Australian Open. Bombarda la 34enne Venus Williams, vince il primo set, scappa avanti anche nel secondo ma non ha il killer instinct per uccidere la partita e subisce la rimonta della ex numero uno del mondo. Al termine di una maratona di due ore e mezza la Venere nera strappa il pass per gli ottavi (4-6; 7-6; 6-1).
Esame di maturità rimandato per la tennista marchigiana. Il primo set sembrava l’inizio di qualcosa di buono. Dritto ruggente, ritmo, bum bum cià. Picchia come se non ci fosse un domani, Camila, ma non coglie l’attimo nel secondo set quando ha tre palle per portarsi sul 5-2 e per tre volte arriva a due punti dal match. Cogli l’attimo ma l’attimo è fuggito. Il “corri&tira” della Giorgi si inceppa, la fretta e gli errori tattici consegnano la partita a Venus: «Ho sbagliato troppo», si rammarica “Baby Face”: «Col tempo riuscirò anche ad acquisire la capacità di chiudere la partita».
Dopo il papà-coach anche Venus Williams conferma che la Giorgi, numero 33 del tennis mondiale, ha tutto per entrare nella top ten ma a far discutere è il suo gioco. Sempre di spinta, sempre all’attacco. È il 4-3-3 applicato alla racchetta, la filosofia di Zeman trasferita sul campo da tennis: accelerazioni, atletismo, azzardo, e poi vada come vada.
Spettacolare ma ancora lontana dalla perfezione, la tennista azzurra brucia di ambizione e lavora per avere più continuità senza rinunciare a un etto del suo talento, potente e sexy come i suoi completini: «Sono soddisfatta del torneo anche se perdere fa sempre male. Devo lavorare per mantenere alto il livello nel corso della partita ma penso di essere sulla strada giusta», spiega Camila, esplosiva anche quando si tratta di dire che non farà come Venus Williams: «A 34 anni non mi vedo ancora su un campo da tennis. Farò un altro lavoro. Magari nella moda…»
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