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“SE DOVESSI SCOPRIRE CHE UN DIRETTORE DI GARA SI RIFIUTA DI ANDARE ALLA VAR, NON ARBITREREBBE PIÙ” – IL DESIGNATORE ARBITRALE GIANLUCA ROCCHI RISPONDE ALLE CRITICHE SULLA VAR DURANTE LA PRESENTAZIONE DELLA NUOVA CENTRALE UNICA A LISSONE - LA FIGC STAREBBE ANCHE PENSANDO DI INIZIARE LA SPERIMENTAZIONE A LIVELLO GIOVANILE PER MODIFICARE L'APPLICAZIONE DELLE REGOLE DEL FUORIGIOCO: L'ORIENTAMENTO SAREBBE DI…
Monica Colombo per il "Corriere della Sera"
presentazione nuova sala var lissone
«La centrale unica della Var è un sogno che diventa realtà, un progetto che ad aprile sembrava irrealizzabile in breve tempo». L'osservazione è del presidente della Federcalcio Gabriele Gravina, ieri a Lissone a inaugurare la nuova sala centralizzata dove gli arbitri addetti alla Var si sono già recati nei sette turni disputati (8 le var room destinate alla A, 4 le stanze inutilizzate per la B).
«La Figc è stata la prima al mondo a lanciare la tecnologia nel calcio, a partire dalla Goal Line Technology» aggiunge Gravina. Nel campo delle innovazioni, la Figc sta meditando di iniziare la sperimentazione a livello giovanile per modificare, ovvero rendere meno severa, l'applicazione delle regole del fuorigioco. L'orientamento è il ritorno al concetto di «luce» tra difensore e attaccante.
Alfredo Trentalange, n.1 dell'Aia, si sofferma sulla crisi di vocazione. «Spero che con il doppio tesseramento fino a 17 anni si reclutino nuove figure. Solo per senso di appartenenza un arbitro di A può dirigere in Prima Categoria perché mancano i fischietti (Prontera ha arbitrato Valtarese-Solignano, ndr )». Sarà forse perché la categoria riceve più critiche che lodi? L'episodio Handanovic in Sassuolo-Inter fa ancora discutere.
«È soggettivo, come tale va lasciato all'interpretazione dell'arbitro in campo. Bisogna accettare che valuti un'azione diversamente dalla maggioranza - sottolinea il designatore Gianluca Rocchi -. Sarebbe folle solo pensare che un direttore di gara si rifiuti di andare alla Var, se lo scoprissi non arbitrerebbe più».
La linea è chiara. «Sui rigori abbiamo chiesto di tenere una soglia alta, vogliamo rigori molto seri». E per replicare alla vox populi secondo cui il ricorso frequente alla Var mette un fischietto in cattiva luce, Rocchi replica: «Se l'arbitro ci va e non cambia una decisione che è da correggere viene penalizzato due volte. Certo se si perde due rigori non avrà il massimo dei voti, ma se ricorre alla Var e muta orientamento avrà comunque una buona valutazione. Se poi un penalty decide comunque di non fischiarlo la prestazione diventa molto negativa».
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