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Chiara Zucchelli per gazzetta.it
"Della Roma non parlo perché è una questione di sentimenti e i sentimenti non vanno messi in piazza". Walter Sabatini, a una serata in cui si celebrano a Roma i 70 anni di Pierino Prati, dice che non vuole parlare della sua ormai ex squadra, ma poi lo fa eccome. Partendo dalla sfida di sabato prossimo contro la Juventus:
"Io considero ancora questa come la mia squadra, quindi a Torino vorrei vincere. Ma prenderei anche un pareggio, perché lascerebbe tutto aperto. La Roma se la potrà giocare, con tutti i requisiti e le speranze legate ai comportamenti dei giocatori e grazie alle intuizioni dell’allenatore, ma non sarà una partita determinante".
Detto che l’ex direttore sportivo ragiona sempre in termini di plusvalenze ("Prati è una leggenda, l’avrei comprato a 80 milioni e rivenduto a 130") e detto che non vuole parlare del presidente Pallotta ("chi?", risponde, quando gli viene fatto il suo nome), parla volentieri del brasiliano Gerson, pagato oltre 19 milioni e finora in campo col contagocce: "Sta facendo quello che deve fare un ragazzo del ’97 che sta imparando questo nuovo tipo di calcio.
Avrà le sue occasioni, se non riesce alla Roma lo prenderò io altrove quando andrò a lavorare". Dove, ancora non si sa, intanto Sabatini continua a tifare per la Roma, aspetta altri gol di Dzeko ("non segna da tre partite, c’è bisogno che si sbrighi", ammette col sorriso) e aspetta anche il rinnovo di De Rossi: "Per come sta giocando e per quanta voglia dimostra rinnoverà per forza".
Battute finali dedicate alla partita con il Milan: "La Roma è stata solida e pragmatica" e al brasiliano Emerson, meteora con Garcia, diventato importante con Spalletti: "Io non vado avanti con le rivincite, vado avanti con le mie idee. Ho sempre pensato che Emerson fosse un giocatore forte, Spalletti lo apprezza e lo sta lanciando.
È costato così poco (2.5 milioni per il riscatto, ndr) da bilanciare i prezzi di quelli che sono costati tanto, che vengono denunciati tutte le mattine come operazioni fallimentari che ho fatto. Così facciamo come i droghieri e i pizzicagnoli con il lapis sull’orecchio dicendo che questo costa 20 e quello 1.5, dividiamo per due…. 10.5 e stiamo a posto".
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