lorenzo insigne

INSIGNE, VALEVA LA PENA TORNARE IN ITALIA PER ESSERE FISCHIATO E INSULTATO? – L’ATTACCANTE, ARRIVATO A GENNAIO PER SALVARE IL PESCARA (CHE LO AVEVA LANCIATO), VIENE SPERNACCHIATO DOPO LA RETROCESSIONE IN C: “PAGLIACCIO NAPOLETANO” - I FISCHI A OGNI TOCCO DI PALLA NELL'ULTIMA PARTITA CONTRO LO SPEZIA E LE LACRIME - LA FRATTURA TRA INSIGNE E LA CURVA DEL PESCARA È AVVENUTA QUANDO, NELLA PENULTIMA PARTITA CONTRO IL MANTOVA, NON SI È PRESENTATO SUL DISCHETTO…

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Da ilnapolista.it

Lorenzo Insigne è in lacrime al fischio finale di Pescara-Spezia 1-1. Il Pescara retrocede in Serie C. L’uomo che era tornato a gennaio per salvare il club viene fischiato a ogni pallone toccato nell’ultimo quarto d’ora. Qualcuno gli urla “pagliaccio napoletano”.

lorenzo insigne

 

La scena non sorprende chi ha seguito la carriera di Insigne dopo Napoli. Da quando ha lasciato la maglia azzurra, ogni capitolo è andato peggio del precedente.

 

È il finale più amaro possibile per l’ex capitano del Napoli, per l’uomo che per fortuna se n’era andato a Toronto (poi aveva ammesso che era stata la scelta sbagliata, ma non per il Napoli che prese Kvara e vinse lo scudetto) e che era tornato in Italia con la speranza di ritrovare sé stesso sul campo dove tutto era cominciato.

 

 

La frattura tra Insigne e la curva del Pescara ha una data precisa: la penultima giornata, Pescara-Mantova. All’80’ il Pescara ottiene un rigore decisivo sullo 0-0, un pallone che vale la salvezza. Insigne, il re dei rigori al Napoli, l’uomo che ne ha segnati a decine in Serie A, non si presenta sul dischetto. Tira Russo, il portiere para. Il Pescara perde con un gol al 95′. Da quel momento, per i tifosi Insigne diventa il colpevole.

 

lorenzo insigne

È una lettura ingiusta ma comprensibile nella logica distorta del calcio: il giocatore più importante della squadra non si è preso la responsabilità nel momento in cui serviva. Il fatto che Insigne possa aver avuto le sue ragioni — un problema fisico, un accordo con l’allenatore, qualsiasi cosa — non conta. La curva ragiona per simboli, e quel rigore non tirato è diventato il simbolo di una stagione fallimentare.

 

Pescara-Spezia 1-1: la retrocessione in Serie C

L’ultima giornata era una missione quasi impossibile: il Pescara doveva battere lo Spezia e sperare che il Bari perdesse in contemporanea. Faraoni porta avanti lo Spezia al 10′ con un diagonale da calcio d’angolo. Il Pescara pareggia con Artistico, ma non basta. Il Bari non perde, il Pescara chiude a 34 punti ed è matematicamente retrocesso in Lega Pro.

 

Entrambe le squadre scendono: Pescara e Spezia retrocedono insieme. All’Adriatico esplode la rabbia. La curva canta contro il presidente Sebastiani, i fischi investono i giocatori, e Insigne diventa il bersaglio principale. All’esterno dello stadio ci sono stati scontri tra ultras e polizia.

LORENZO INSIGNE

 

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