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IL VOLO SIMULATO DI “ALIEN” ROBBEN - L’OLANDESE CONFESSA: “NEL PRIMO TEMPO MI SONO BUTTATO MA NON SONO UN TUFFATORE. HO CHIESTO SCUSA PER LA SCIOCCHEZZA - L’ONESTÀ NEL CALCIO? NON PAGA”

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Enrico Currò per “La Repubblica

 

Piombando sullo stadio del Flamengo dal cielo nuvoloso di Gàvea, che ieri nascondeva il Pan di Zucchero, una nube più nerastra delle altre ha rischiato per qualche minuto di oscurare il Mondiale dell’Olanda. E’ successo quando Robben, che della squadra abbonata alle finali perse è l’unico in grado di invertire la tendenza, ha confessato la propria colpa.

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«L’avevo già detto dopo la partita col Messico e lo ripeto senza paura, anche se sono stato frainteso e questa è una vergogna: nel primo tempo mi sono buttato in area. Non parlo del rigore nel finale del secondo tempo: quello era nettissimo. Anzi, ce n’erano due e l’arbitro ne ha dato uno solo. Io sono onesto: lo dico e lo ridirei ancora. Ho chiesto scusa per la sciocchezza, che comunque non ha influito sul risultato. L’onestà nel calcio non paga. Ma io non cambio carattere ».
 

 xabi alonso della spagna vola con arjen robben xabi alonso della spagna vola con arjen robben

In verità l’autoaccusa ha pagato. La Fifa ha chiarito che Robben non verrà squalificato per la simulazione confessata: ha violato il fair-play, ma è stato perdonato, a differenza del morsicatore Suarez che aveva negato l’evidenza. «La linea è quella di punire episodi più gravi di questo», ha fatto sapere la portavoce Delia Fischer. Così la nuvola nera sull’Olanda se n’è andata subito, anche se poi ne è rimasta un’altra: il Mondiale di De Jong, uomo chiave della tattica di Van Gaal, è finito in anticipo per un infortunio muscolare all’inguine. La notizia avrà due effetti immediati.

 

il gol di van persie dell olanda il gol di van persie dell olanda

Il primo è che il quarto di finale di Salvador col Costarica — euforico per l’ingresso tra le prime 8 del mondo, che frutterà almeno 14 milioni di dollari in premi «di grande beneficio per le infrastrutture e per il movimento calcistico nazionale», comunica la federazione di San Josè — metterà ulteriormente in croce il navigato ct.

 

robin van persie impallina la spagnarobin van persie impallina la spagna

Il futuro allenatore del Manchester United è bersaglio quotidiano della stampa nazionale, che non gli perdona il passaggio alla difesa a 5, vera abiura dell’ortodossia olandese predicata da Cruijff. Processato per iconoclastia e adesione al bieco difensivismo, Van Gaal senza De Jong dovrà probabilmente ripiegare sul canonico 4-3-3, come ha fatto col Messico, quando il mediano del Milan è uscito.
 

La seconda conseguenza della perdita di De Jong è appunto la totale Robben-dipendenza, circostanza che gli integralisti tendono a sottovalutare. Finora è stato infatti il trentenne velocista del Bayern Monaco, in evidente stato di grazia, a mascherare assieme al discontinuo Sneijder gli oggettivi limiti che Van Gaal ha a sua volta nascosto con una tattica più prudente.

 

VAN GAAL VAN GAAL

L’imprendibile super eroe in tuta arancione — Batman e Robben, lo chiamavano al Psv, quando faceva coppia con Kezman — accetta volentieri il ruolo. «Non so se sono al punto più alto della mia carriera. So soltanto che mi sento benissimo, forse perché è da un bel po’ che non mi faccio male». Magari è anche perché in Brasile ha potuto scacciare subito il ricordo più fastidioso, quello della finale di 4 anni fa con la Spagna, quando per due volte gli mancò la freddezza davanti a Casillas. Si è rifatto qui: all’esordio gli ha rifilato 2 gol, nel famoso 5-1. In particolare la cavalcata seminando Sergio Ramos, che non è certo un bradipo, gli è valsa un record: con 37 km all’ora è diventato il calciatore più veloce di tutti i tempi, a 7 km all’ora da Bolt, con una proiezione di 10”28 sui 100 metri.
 

VAN GAAL VAN GAAL

Col Messico, malgrado l’afa di Fortaleza, ha destato ancora più impressione. Sui suoi muscoli da sprinter si è fratturato una tibia, in un contrasto, il malcapitato Moreno. «Questo è il vero guaio, non la storia ridicola del rigore, che era netto». Leader e capitano, trascina i molti compagni giovani e li spinge ad accettare i metodi di Van Gaal: in attesa dell’arrivo di Hiddink, l’occasione è ora e subito.

 

Il suo carisma trasversale non ha ammansito l’infuriato Marquez («ti sei tuffato»), però il ct avversario Herrera sì: lo ha convinto a smettere di azzuffarsi con Van Persie. Arjien è saggio. Arrivò una sola volta in ritardo all’allenamento, perché aveva appena conosciuto Bernardien e non ha mai smesso di ascoltare la moglie: ad esempio, nel 2012, dicendo no alla Juve perché lei voleva restare in Baviera. Arjien non si abbatte: nel 2003 superò un tumore ai testicoli. Arjen sa che i treni mondiali non passano tutti i giorni. L’Olanda ne ha già persi tre.