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“FOGNA” DAY! A MIAMI IL RINATO FOGNINI SFIDA NADAL: SE LO BATTE, RAGGIUNGE LA 1ª FINALE IN UN MASTERS 1000 – DAL CAMBIO DI COACH AI 3 CHILI SMALTITI FINO AL SERVIZIO: COSI’ IL TENNISTA LIGURE (THE ENIGMATIC ITALIAN, PER GLI AMERICANI) È TORNATO AL TOP – IL PENSIERO E’ SEMPRE ALLA MOGLIE, FLAVIA PENNETTA, IN DOLCE ATTESA: “LA CHIAMO SPESSO, SE HA BISOGNO TORNO SUBITO" - VIDEO

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Stefano Semeraro per “la Stampa"

 

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Quella dedica a Flavia Pennetta - «Niña, se vinco non torno più» - scritta sul vetro della telecamera con un sorriso da pirata felice, la dice lunga. Perché Fabio Fognini dopo un anno passato alla fonda ha ricominciato a divertirsi, a scherzare gli avversari correndo sul rettangolo di gioco come fosse la tolda di un brigantino.

 

Durante la preparazione invernale ha smaltito tre chili di ciccia in eccesso e qualche tonnellata di malumore. I consigli che gli sussurra il gaucho calmo Franco Davin, l' ex coach di Del Potro, stanno funzionando; a casa c' è il porto sicuro dell' affetto della Flavia che ha nel pancione l' erede, forse un' altra, piccola niña, che arriverà a maggio. Così sono ricominciate le scorribande e stanno tornando i risultati .

 

Battuto anche Nishikori A Miami oggi contro Nadal il corsaro Fogna, già sicuro di tornare fra i primi 30 del mondo dopo quasi un anno, si gioca una semifinale deluxe, il primo italiano che ci riesce nel torneone della Florida. Una semifinale in un Masters 1000 l' aveva già raggiunta nel 2013, brutalmente stoppato da Djokovic sulla terra di Montecarlo.

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Miami, sul «duro», è roba rara, roba fina.

 

 

Una chance che si è guadagnato battendo nei quarti Kei Nishikori, il numero 4 del mondo e testa di serie numero 2 del torneo che con il ginocchio sdrucito e il rovescio grippato mercoledì è sembrato sì l' ombra del guerriero dei giorni migliori, ma che resta comunque un bel trofeo, il secondo top 10 che Fabio ha infilato fino ad ora nella Sunshine Double, l' accoppiata del sole Indian Wells-Miami. In California aveva fatto le scarpe al neo-papà Tsonga (ormai nel tennis contano solo i padri, segnatevelo) ma poi era inciampato in Cuevas. In Florida ha messo il turbo battendo uno dopo l' altro Harrison (n. 47 Atp), Joao Sousa (35), Jeremy Chardy (77), Donald Young (51) e Nishikori.

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Pennetta in dolce attesa «Adesso sono felice e basta», ha detto dopo aver seccato il samurai in 68 minuti. «Questo è un grande torneo per me, e la cosa più importante è che in campo e fuori mi sento davvero bene». Dimenticato l' infortunio agli addominali che nel 2017 lo ha bloccato per due mesi, in dicembre Fabio si è allenato proprio a Miami con Duglas Cordero, il preparatore fisico cubano voluto da Davin.

 

Con i nuovi esercizi, più agilità, meno potenza, ha ritrovato lo smalto nella corsa e migliorato visibilmente il servizio, che da sempre era il suo punto debole sul veloce, soprattutto nelle percentuali della prima palla tanto care al «matematico» Davin. Pochi doppi falli, molta concentrazione, zero o quasi mattane, di quelle che in un turbinare di nervi lo portano improvvisamente, inspiegabilmente fuori dalla partita.

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La prova del nove Se «the enigmatic Italian», l' italiano imprevedibile come lo chiamano gli yankee, riuscirà a tenere la capa in freezer anche contro Nadal, nulla è impossibile. I precedenti sono 7-3 per Rafa, nel 2015 però Fabio l' ha spuntata 3 volte su 5, anche con qualche litigata, la più bella in cinque set sul cemento di Flushing Meadows.

«Rafa lo conosciamo tutti. Io devo solo restare concentrato su ogni punto. Dare il meglio.

Godermi questo sogno». E tornare dalla Niña con il bottino.

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