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Massimo Gaggi per il "Corriere della Sera"
I Broncos di Denver, grandi favoriti della vigilia, travolti dalla squadra di Seattle, che arriva all'intervallo di «halftime» in vantaggio per 22 a zero. Peyton Manning, il grande «quarterback» che doveva trascinare i campioni del Colorado alla conquista del «Super Bowl», frastornato dagli errori incredibili della sua squadra e dall'aggressività degli avversari che vanno in vantaggio dopo appena 9 secondi, grazie a una specie di autogol dei Broncos.
Dopo lo spettacolo di musica e luci di Bruno Mars e la tradizionale girandola di spot pubblicitari milionari (i più attesi e costosi dell'anno, visto che ci sono 110 milioni di spettatori davanti ai teleschermi), le squadre tornano in campo e i Seahawks assestano subito un altro colpo a Manning e compagni: 29 a zero. Per recuperare, ormai, ci vorrebbe un miracolo.
Affacciato a una suite dei Vip un omino solitamente compassato si agita, salta, abbraccia gli amici: è Paul Allen il miliardario cofondatore di Microsoft insieme a Bill Gates (erano compagni di liceo) che da 17 anni è proprietario dei Seahawks. Se ne frega della scaramanzia e già festeggia indossando il cappello della vittoria, anche se c'è ancora quasi metà partita da giocare.
Alla fine i «falchi marini» vincono con un clamoroso 43 a 8: quasi un cappotto. Se il 37enne Manning, ormai a fine carriera, è il grande sconfitto dei Broncos, tra i Seahawks i vincitori sono tanti: Russel Wilson, il giovane «quarterback» di Seattle che nessuno si aspettava così preciso e micidiale, ma anche Malcom Smith, dichiarato miglior giocatore in campo anche se è un difensore, categoria quasi mai premiata. E anche Derrick Coleman, diventato un campione anche se è sordo dalla nascita.
Ma alla fine il vero vincitore è lui: il miliardario che, tra un tumore ben curato che lo obbligò a fermarsi per diversi anni a partire dal 1982, e una ricaduta nel 2009, si è inventato nuove carriere a raffica, dopo aver lasciato Microsoft. Paul Allen è tante cose tutte insieme: immobiliarista, costruttore di razzi e astronavi, musicista, filantropo che investe in laboratori scientifici impegnati soprattutto nella ricerca sul cervello.
Ed è divenuto un imprenditore dello sport: oltre che dei Seahawks, è proprietario dei Trail Blazers, la squadra di basket NBA di Portland, in Oregon, che quest'anno sta facendo un ottimo campionato, mentre suoi sono anche i Seattle Sounders, la squadra di calcio professionistico della sua città .
E così, mentre Bill Gates si tormenta alla vigilia di una riunione del «board» che cambierà radicalmente la vita di Microsoft, Allen, ebbro di gioia per il primo «Super Bowl» conquistato dalla sua città , festeggia per tutta la notte nel party privato organizzato in onore della squadra: chi c'era lo racconta scatenato a suonare la chitarra con la sua band, mentre sul palcoscenico salgono gli artisti che hanno assistito alla finalissima del MetLife Stadium.
Microsoft ha reso ricco Allen (attualmente Forbes gli attribuisce un patrimonio di circa 16 miliardi di dollari), ma lui è fuori dalla gestione del gruppo già da una quindicina d'anni: un passo indietro prima per curare la grave malattia che l'aveva colpito (linfoma di Hodgkin), poi per dedicarsi alle altre sue passioni imprenditoriali e ai suoi hobby. Oltre alla musica, quella per il volo: sua SpaceShipOne, la prima astronave suborbitale fatta volare da Burt Rutan, ma anche una collezione di 33 aerei storici, soprattutto della Seconda Guerra mondiale (compresi «Mustang», «Hurricane», «Messerschmitt 109» e caccia giapponesi Oskar, quelli preferiti dai «kamikaze»).
L'altra (languida) passione è quella per i panfili: gli piacciono spaziosi come transatlantici. Il più piccolo («Tatoosh», lungo appena 92 metri, molti meno dei 126 dell'altro, «Octopus») è arrivato ieri nel porto di Sochi. Evidentemente, mentre il suo vecchio compago Bill Gates sta decidendo se ritirarsi dopo 38 anni dalla presidenza di Microsoft, diventando consigliere strategico del nuovo amministratore delegato (carica proposta a Satya Nadella, manager indiano da 22 anni in azienda), Allen, finite le feste per il «Super Bowl», vuole andare alle Olimpiadi invernali russe.
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