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"TERNA" AL LOTTO! - È IN CORSO UN CONSIGLIO D'AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIO PER SBROGLIARE L'AFFAIRE GIUSEPPINA DI FOGGIA, AMMINISTRATRICE DELEGATA DI "TERNA" NOMINATA DA GIORGIA MELONI, CHE NON HA INTENZIONE DI LASCIARE IL SUO INCARICO SE NON LE SARA' RICONOSCIUTA LA BUONUSCITA DA 7.3 MILIONI DI EURO - DI FOGGIA, FORTE DEL SUO RAPPORTO CON ARIANNA MELONI, VUOLE UN LAUTO ASSEGNO PRIMA DI ANDARE ALLA PRESIDENZA DELL'ENI (DOVE RICEVERA' 500 MILA EURO ANNUI) - L'IMBARAZZO DI PALAZZO CHIGI CHE HA IMPOSTO UN AUT AUT ALLA DI FOGGIA: O I 7.3 MILIONI O LA PRESIDENZA DELL'ENI - IL MALUMORE DEL GOVERNO: DALLA MANAGER UN COMPORTAMENTO "INOPPORTUNO E IRRISPETTOSO"
Estratto da http://www.milanofinanza.it
Il caso buonuscita di Giuseppina Di Foggia continua ad agitare Terna. Dalle 11:00 del 20 aprile si sta svolgendo un cda straordinario di Terna, molto probabilmente convocato in seguito le precisazioni del Mef del 19 sera, che con una nota ha ricordato la direttive del 2023 per limitare o escludere indennità da corrispondere a fine mandato nelle partecipate.
La ceo uscente non vuole rinunciare alla buonuscita di 7,3 milioni di euro nonostante l’azionista pubblico l’abbia indicata alla presidenza dell’Eni. Il passaggio di incarichi al vertice da una partecipata pubblica all’altra non prevede severance, ed è esattamente il caso di Terna ed Eni, che sono società infragruppo, avendo entrambe Cdp come maggiore azionista.
Ma la manager non intende lasciare l’attuale incarico se non le sarà riconosciuta l’indennità non tanto come ceo ma come direttore generale, e nemmeno l’irritazione di Giorgia Meloni l’ha convinta, per ora, a un passo indietro.
GIORGIA E ARIANNA MELONI - MEME BY EMILIANO CARLI
È proprio in questo contesto che sembrerebbe che da Palazzo Chigi siano intenzionati a non arretrare di un passo dalla linea, ponendo davanti a Di Foggia un aut aut chiaro: o la buonuscita o la presidenza Eni. Come scritto da milanofinanza.it per succedere a Di Foggia a capo di Terna, Cdp ha già indicato l’attuale ad di Enav, Pasqualino Monti (qui tutte le nomine di questa tornata di rinnovi).
L’irrigidimento da parte della manager viene commentato come inopportuno e irrispettoso da fonti del governo, soprattutto perché sembra sempre meno evitabile un braccio di ferro legale. Intanto, però, Di Foggia rischia di perdere il nuovo incarico alla presidenza dell’Eni: affinché l’assemblea degli azionisti, fissata per il 6 maggio, la consideri eleggibile, infatti, la manager deve dimettersi per tempo dal suo attuale incarico. [...]
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