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Da LaStampa.it
L'Antitrust ha sanzionato la compagnia aerea Ryanair per 400mila euro, per reiterata inottemperanza a una delibera dell'autorità . Secondo l'Antitrust Ryanair a partire dal primo dicembre 2012, data in cui avrebbe dovuto modificare definitivamente le modalità di rappresentazione ai consumatori del prezzo dei biglietti aerei offerti, tenendo fede all'impegno preso nel corso del precedente procedimento di inottemperanza, e fino alla data del 7 febbraio 2013, quando ha finalmente rimosso i profili di scorrettezza contestati, non ha rispettato gli impegni presi.
In particolare - spiega l'Antitrust nel suo consueto Bolettino - in quell'arco temporale, la società ha introdotto un nuovo supplemento, denominato "Tassa carta di credito", richiesto al termine del processo di prenotazione on line di un volo in caso di pagamento con numerose carte di credito (Ryanair Mastercard, Ryanair Visa, Voucher prepagato 3V Visa, Master Card e Visa), di importo pari al 2% del prezzo del servizio di trasporto selezionato dal consumatore, incrementando così la tariffa inizialmente proposta.
Al contrario il prezzo dei biglietti per il trasporto aereo deve essere chiaramente ed integralmente indicato, sin dal primo contatto con il consumatore, in modo da rendere immediatamente percepibile l'esborso finale. I principali concorrenti di Ryanair, grazie all'azione dell'Autorità , hanno peraltro recepito tale principio lo scorso anno.
Positivo l'intervento dell'Antitrust relativamente alla cosiddetta "Tassa carta di credito", ovvero quel sovrapprezzo applicato al momento del pagamento da Ryanair. Lo rilevano in una nota Adusbef e Federconsumatori riferndosi alla multa di 400mila euro comminata dall'Autorità . Si tratta, affermano in una nota, di «un comportamento scorretto che già in passato avevamo denunciato (vedi comunicato stampa dell'11 maggio 2011), invocando approfondite indagini, controlli e severe sanzioni contro tale fenomeno».
«Ryanair ha insistito, reiterando la condotta già sanzionata, apportandovi solo una lieve modifica: stavolta la tassa era espressa in percentuale e non consisteva in un contributo fisso che veniva rivelato solo al termine della prenotazione. In sostanza, cambiando la forma, la compagnia ha riproposto la pratica commerciale scorretta già sanzionata dall'Antitrust nel giugno 2011», sottolineano le due associazioni di consumatori.
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