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I NUMERI DI UN FALLIMENTO - LE BUSTE PAGA “REALI” ITALIANE NON SI SONO MAI RIPRESE DALLA CRISI DEL 2008: DA ALLORA HANNO PERSO IL 9% DI VALORE. UN CALO DRAMMATICO CHE NON HA PARI IN EUROPA (LA FRANCIA HA GUADAGNATO IL 5 E LA GERMANIA IL 14%) - LO 0,1% PIÙ RICCO DEGLI ITALIANI, CIRCA 50.000 PERSONE, DAL 1995 AL 2016 HA QUASI RADDOPPIATO LA PROPRIA QUOTA DI RICCHEZZA. IERI DETENEVA MENO DEL 6% DEL TOTALE, OGGI QUASI IL 10. NELLO STESSO PERIODO LA QUOTA DI RICCHEZZA DELLA METÀ PIÙ POVERA DELLA POPOLAZIONE, OLTRE 25 MILIONI DI PERSONE, È SPROFONDATA DAL 12 A MENO DEL 4%...

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Estratto da “Tassare i milionari. prendere ai ricchi per dare ai poveri”, di Riccardo Staglianò (Giulio Einaudi editore)

 

DISUGUAGLIANZA ECONOMICA

Lo 0,1% più ricco degli italiani, circa 50 000 persone, dal 1995 al 2016 ha quasi raddoppiato la propria quota di ricchezza. Ieri deteneva meno del 6% del totale, oggi quasi il 10.

 

Nello stesso periodo la quota di ricchezza della metà più povera della popolazione, oltre 25 milioni di persone, è sprofondata dal 12 a meno del 4% .

 

Trent’anni fa l’equivalente dell’8% del reddito nazionale passava ogni anno, come eredità o donazioni, da una generazione all’altra. Vent’anni dopo era quasi il doppio (14%) .

 

GLI ITALIANI GUADAGNANO MENO NEL 2024 CHE NEL 1990

Le buste paga “reali” italiane non si sono mai riprese dalla crisi del 2008. Il loro tonfo di quasi il 9% non ha pari in Europa, dove la Francia ha guadagnato il 5 e la Germania il 14%.

 

Di recente, e in soli quattro anni (2020-23), la quota di valore aggiunto che ha remunerato il lavoro ha perso 12 punti, mentre ne ha guadagnati 14 quella andata agli utili.

 

Il 10% dei percettori di redditi più elevati detiene oggi quasi il 40% dei redditi nazionali contro il 28 che intascava negli anni Ottanta .

 

DISUGUAGLIANZA ECONOMICA

Giovanni Ferrero, che guida la lista dei miliardari italiani, vale circa 700 000 volte l’odierno reddito medio. Il leggendario triumviro Marco Licinio Crasso, il più ricco dell’antichità, ne valeva “solo” 526 000 .

 

Nel 1974, a due anni dall’invenzione dell’Irpef, c’erano trentadue scaglioni e l’aliquota massima era al 72%. Oggi di scaglioni ce ne sono quattro, con l’aliquota massima al 43%.

 

Le rendite, che sono la voce principale delle grandi fortune, in Italia vengono tassate tra il 10 e il 21% (case) e il 26% (guadagni azionari). Il lavoro dipendente, invece, quasi o più del doppio.

RICCARDO STAGLIANO - TASSARE I MILIONARI, PRENDERE AI RICCHI PER DARE AI POVERI

 

Per chi li incassa tramite una società holding dividendi e plusvalenze vengono detassati anche oltre il 95%. L’imposizione reale finisce per essere inferiore all’1% .

 

[…] Tassando dall’1 al 3% lo 0,1% più ricco della popolazione italiana potremmo ottenere un gettito sui 13 miliardi di euro .

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