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Francesca Gerosa per "Milano Finanza"
La Commissione europea ha approvato oggi i piani di ristrutturazione di quattro banche spagnole (Bfa/Bankia, Ncg Banco, Catalunya Banc e Banco de Valencia), sostenendo che sono in linea con le regole sugli aiuti di Stato. Il via libera da parte della Commissione, richiesto sulla base del memorandum d'intesa concordato tra la Spagna e l'Eurogruppo nel luglio scorso, permetterà alle banche di ricevere gli aiuti del Meccanismo europeo di stabilità (Esm).
Gli aiuti arriveranno alle banche attraverso il Frob, il Fondo di ristrutturazione ordinata bancaria. In base al protocollo d'intesa firmato lo scorso luglio tra Spagna ed Eurogruppo i piani di ristrutturazione approvati costano 37 miliardi di euro, di cui 18 andranno a Bankia, 9 a Catalunya Banc, 5,5 a Ncg Banco e 4,5 Banco de Valencia.
L'approvazione dei piani di ristrutturazione delle quattro banche è una tappa importante nell'attuazione del memorandum d'intesa tra i Paesi dell'eurozona e la Spagna", ha commentato a Bruxelles il commissario europeo alla Concorrenza, Joaquin Almunia. Intanto in Parlamento il ministro dell'Economia, Luis de Guindos, ha fatto sapere che Madrid intende chiedere a Bruxelles 40 miliardi di euro, di cui 37 miliardi andranno alle quattro banche già nazionalizzate.
"Gli aiuti europei per le prime banche spagnole arriveranno a metà dicembre", ha aggiunto de Guindos, precisando che al pacchetto di aiuti europeo destinato alla ricapitalizzazione delle banche spagnole sarà applicato un tasso di interesse inferiore all'1%.
L'annuncio arriva nel giorno in cui il Fondo statale di ristrutturazione ordinata bancaria ha dato il via libera alla vendita della Banca di Valencia a Caixa, dopo aver sottoscritto un aumento di capitale da 4,5 miliardi di euro. Dopo l'iniezione di capitale, il Frob trasmetterà a Caixa la sua partecipazione integrale al costo simbolico di un euro.
Caixa ha calcolato che l'acquisizione della Banca di Valencia comporterà una ristrutturazione per 223 milioni di euro lordi, anche se stima che, a partire dal 2014, l'integrazione genererà risparmi per 85 milioni annui. La chiusura dell'operazione è prevista per il primo trimestre del 2013.
"Il nostro obiettivo è di ripristinare l'affidabilità delle banche che ricevono gli aiuti, in modo che siano in grado di funzionare senza sostegni pubblico in futuro. Ripristinare un settore bancario più sano in grado di finanziare l'economia reale è indispensabile per la ripresa economica della Spagna", ha concluso Almunia.
Un'economia che continua a essere morsa dalla crisi visto che a ottobre le vendite al dettaglio in Spagna hanno registrato una contrazione pari a -9,7% su base annua corretta per gli effetti di calendario. Si tratta del terzo maggiore calo degli ultimi 12 mesi, numeri peggiori solo a settembre (-11%) e aprile (-10%).
Inoltre la Banca centrale spagnola ha previsto che l'aumento dell'Iva sui consumi probabilmente contribuirà al calo del pil della Spagna nel quarto trimestre. Si tratta del sesto trimestre consecutivo in calo dallo scoppio della bolla immobiliare nel 2008. L'istituto centrale spagnolo non ha dato una stima della contrazione dell'economia ma è bastato questo a far si che tra le borse europee oggi la maglia nera vada proprio a Madrid, che segna un -0,89% a 7.792 punti.
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Mariano Rajoy
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