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raffaele la capria e emanuele trevi
Grande festa della mondanità letteraria a Capri per l’assegnazione del Premio Malaparte alla pallida, eterea Donna Tartt, scrittrice dell’anno con il suo Cardellino. Per l’occasione, la sobria signora americana (tre libri in 20 anni, tutti di più di 500 pagine) ha smesso le sue mises dark, sfoggiando perfino abiti di colore blu e un cappotto bianco latte.
Lo ha fatto anche per la prima cena del Premio, venerdì sera da Paolino. Avevano organizzato tutto Gabriella Buontempo, che da tre anni ha fatto rinascere il Malaparte nel nome della zia, e il frizzante Michele Pontecorvo, che sponsorizza il tutto con l’acqua minerale di famiglia. Quel giorno Dudù La Capria ha festeggiato i suoi 92 anni, sfoggiando il suo sguardo più vivo per intrattenere la scrittrice, che s’è fatta subito conquistare: hanno parlato in inglese tutta sera, con intermezzi di Roberto Napoletano.
Al Premio, il giorno dopo, con altri pezzi grossi del giornalismo come Paolino Mieli e Pier Luigi Vercesi, pienone di scrittori a cominciare dalla giuria con Giordano Bruno Guerri, Marina Valensise, Giuseppe Merlino, Emanuele Trevi, Leonardo Colombati, Chiara Gamberale, Silvio Perrella, Gaetano Cappelli, Camilla Baresani, Diego De Silva ed altri ospiti.
La Tartt – che di natura è timidissima, anche se non si direbbe – un po’ guardava, un po’ sorrideva, un po’ rispondeva. “Sono un pesce di profondità”, ha detto citando Melville, “non di quelli che nuotano in superficie”; come tutti quelli così, molto, molto controllata. Si è lasciata andare solo quando, la sera, Angelo Bucarelli detto Buc tutto di verde vestito si è seduto al suo tavolo al Quisisana e ha cominciato a raccontarle di Istanbul. Potenza delle strisce orizzontali…
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