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IN ISRAELE LUCRANO SULL’OLACAUSTO! - TRUFFE SUI VIAGGI AD AUSCHWITZ, 9 MANAGER DI AGENZIE TURISTICHE IN MANETTE - AVEVANO COSTITUITO UN CARTELLO PER ALZARE LE TARIFFE DELLE GITE SCOLASTICHE NEGLI EX CAMPI DI STERMINIO

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Maurizio Stefanini per “Libero Quotidiano”

 

AUSCHWITZAUSCHWITZ

Secondo l' uso italiano di chiamare gli scandali dai tempi di Tangentopoli, bisognerebbe forse chiamarlo Auschwitzopoli. Secondo l' uso anglo-sassone dai tempi del Watergate, Auschwitzgate. In realtà, la vicenda che ha portato all' arresto di nove manager di agenzie del turismo israeliane non è né una questione di mazzette, né di spionaggio, ma un caso di cartello economico.

 

Le imprese si sarebbero messe d' accordo, per lucrare al massimo sui prezzi delle visite degli studenti negli ex-campi di sterminio in Polonia.

 

Può sembrare poca roba in un Paese che ha molte virtù ma in cui i politici sono altrettanto facili a finire sotto inchiesta che in Italia, e in cui sono attualmente in carcere sia un ex-presidente che un ex-primo ministro.

 

L' uno, Moshe Katsav, capo dello Stato tra 2000 e 2007, condannato il 22 marzo 2011 a sette anni per stupro, molestie sessuali, atti di libidine violenta, intimidazione di testimone e ostruzione della giustizia; l' altro, Ehud Olmert, capo del governo tra 2006 e 2009, condannato il 13 maggio 2014 a sei anni per abuso di fiducia e corruzione.

 

In Europa al massimo le normative anti-trust sono punite con sanzioni amministrative, in genere multe salatissime. Negli Usa lo storico Sherman Act prevede invece fino a un anno di carcere, ma anche lì più che altro si interviene per smantellare l' accordo. In Israele, però, l' Olocausto tocca sensibilità ancora molto vive, che riguardano l' identità e la ragione di essere stessa dello stato Ebraico.

 

auschwitzauschwitz

E non solo in Israele, d' altronde. La stessa Germania ha ora aperto un processo contro una ex-Ss ormai 95enne che come infermiere a Auschwitz si sarebbe reso complice dell' uccisione tra 3.681 deportati: compresa quello che è forse la vittima più simbolica di tutta la Shoah, Anna Frank.

 

Tra l' altro, uno dei grossi argomenti della propaganda antisemita è oggi proprio quello che Israele starebbe «lucrando sull' Olocausto». Insomma, gonfiare i biglietti dei giovani che vanno a vedere i luoghi dove i loro coetanei e correligionari venivano mandati nelle camere a gas e nei forni crematori è percepita nello Stato ebraico come un' infamia difficilmente perdonabile.

bambini al campo di auschwitzbambini al campo di auschwitz

 

La polizia ha dunque perquisito gli uffici e le case di diversi sospetti, congelando alcuni conti. Sono almeno sei le agenzie di viaggio finite nel mirino delle autorità, sospettate di essersi messe d' accordo sui prezzi prima di partecipare a una gara del ministero dell' Educazione per portare gli studenti nei luoghi dell' Olocausto.

 

Infatti, quando il ministero si è rivolto alle differenti compagnie, si è accorto che varie agenzie gli rispondevano con le stesse tariffe, cosa che ha fatto scattare un campanello di allarme. Dal 1988, migliaia di giovani israeliani ogni anno si recano in Polonia per la «Marcia della Vita», pagando il viaggio migliaia di shekel.

 

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«Se le accuse dovessero essere confermate la notizia susciterebbe un' enorme ondata di sdegno del Paese», ha commentato il corrispondente della Bbc da Gerusalemme Kevin Connolly. «È inaccettabile che si speculi sulle visite ai luoghi simbolo dell' Olocausto, considerato dai giovani israeliani un rito di passaggio, carico di significato e solennità».

 

Appena il 4 gennaio la stampa israeliana aveva informato che nel corso del 2015 in visita ad Auschwitz era andata una cifra record di 1.720.000 visitatori: nel 2014 erano stati 1.534.000, e la cifra è andata via via crescendo ogni anno a partire dai 500.000 del 2000.

 

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Nel 2015, 425.000 dei visitatori erano venuti dalla stessa Polonia, 220.000 dal Regno Unito, 141.000 dagli Usa, 93.000 dalla Germania, 76.000 dall' Italia, 68.000 dalla Spagna, 61.000 da Israele, 57.000 dalla Francia, 47.000 dalla Repubblica Ceca e 43.000 dai Paesi Bassi. Il 12 gennaio papa Francesco ha fatto sapere che si recherà in visita a Auschwitz quest' estate.