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MEJO DI UN FILM GIALLO - LO SCORSO 4 MARZO, NELLO UTAH, LA SCRITTRICE 35ENNE KOURI RICHINS HA UCCISO SUO MARITO AVVELENANDOLO CON UNA DOSE MASSICCIA DI FENTANYL, CHE LA DONNA HA SCIOLTO NEL COCKTAIL CHE GLI HA SERVITO - L'OBIETTIVO DELLA 35ENNE, SCHIACCIATA DAI DEBITI, ERA QUELLO DI INTASCARE IL PREMIO DELL'ASSICURAZIONE SULLA VITA DEL CONIUGE (2 MILIONI DI DOLLARI) - KOURI RICHINS HA PERFINO SCRITTO UN LIBRO SULLA MORTE DEL MARITO - LE RICERCHE SU GOOGLE DELLA DONNA, CHE AVEVA UNA RELAZIONE PARALLELA: "QUAL È UNA DOSE LETALE DI FENTANYL?", "SE QUALCUNO VIENE AVVELENATO, COSA VIENE SCRITTO SUL CERTIFICATO DI MORTE?"
Estratto dell'articolo di Alessandro Fulloni per www.corriere.it
La scrittrice di libri per bambini Kouri Richins, 35 anni, era sicura che alla morte del marito Eric sarebbe diventata ricchissima, intascando un’eredità milionaria grazie a un’assicurazione sulla vita. Per questo lo ha ucciso, avvelenandolo con dosi massicce di Fentanyl, il potente oppiode sintetico noto anche come «la droga degli zombie».
Ma poche ore fa una giuria di Park City, rinomata città sciistica nello Utah (Stati Uniti) l’ha condannata per omicidio aggravato. La donna adesso rischia l’ergastolo, la pena effettiva si conoscerà il prossimo 13 maggio.
ll caso è stato assai seguito dai media Usa, e in tribunale, alla lettura del verdetto, c’erano tantissimi inviati di giornali e tv. In sintesi, Kouri «voleva lasciare il marito ma non voleva lasciargli i suoi soldi» ha detto nell’arringa conclusiva il procuratore Brad Bloodworth che ha coordinato l’inchiesta.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, Kouri ha tentato due volte di ammazzare Eric: una prima senza riuscirci nel 2022, quando, il giorno di San Valentino, aveva messo il Fentanyl dentro un panino mangiato dal marito, che si era sentito male.
Qualche settimana dopo ci ha riprovato, sciogliendo la sostanza in un cocktail letale, il «Moscow mule». L’uomo morì il 4 marzo e quando venne fatta l’autopsia, nel sangue fu trovato un quantitativo della droga - usata anche come analgesico - superiore di cinque volte ai limiti consentiti. Da qui, il via all’inchiesta.
La giuria ha inoltre dichiarato Richins colpevole di falsificazione e di aver richiesto fraudolentemente indennizzi assicurativi, per un totale di due milioni di dollari, dopo la morte del marito. In sostanza, ha messo una firma falsa sulla polizza stipulata all’insaputa del compagno. Kouri, tre figli piccoli, aveva firmato un libro — il cui titolo era «Are You with Me?» (Sei con me?) — su come un bimbo potesse crescere elaborando il lutto per la morte del padre.
Ma nel corso dell’indagine si è scoperto che aveva ultimato la stesura ricorrendo all’aiuto di una società di ghostwriting. Insomma: non era nemmeno l’effettiva autrice dell’opera, scritta in concreto da qualcun altro. Ma il tutto resta assurdo. Il testo sembra in qualche modo prefigurare il delitto, sul crinale della premeditazione. E addirittura l'arresto della donna avviene poco dopo una presentazione, in tv.
Dall’inizio del processo, l’accusa ha chiamato a deporre più di 40 testimoni che hanno parlato di presunti problemi nel matrimonio, della sua relazione extraconiugale e dei debiti colossali, circa 4,5 milioni di dollari, che aveva contratto: tutti fattori che l’avrebbero spinta ad avvelenare mortalmente il marito.
Sull’orlo del fallimento, la donna «non aveva i soldi per lasciare Eric né per salvare la sua attività» di agente immobiliare, ha sintetizzato Bloodworth nell’arringa, descrivendo l’imputata come una persona concentrata sull’apparenza del successo e della ricchezza. «Kouri Richins è una persona estremamente ambiziosa. È una donna - ha detto il pm - che ama il rischio. C’era una via d’uscita: Eric doveva morire».
Durante il processo, la giuria ha visionato decine di messaggi affettuosi scambiati tra Richins e il suo ex fidanzato, Robert Josh Grossmann, inclusi alcuni in cui l’imputata affermava di sognare un futuro insieme a lui. Che però, parlando di una «sua fantasia» ha ridimensionato quell’amore con la «vedova nera» che ha panificato il delitto a sua insaputa. Diversi testimoni hanno deposto in merito a presunti conflitti nella relazione dei Richin, e due amici hanno affermato che Kouri aveva confidato di sentirsi «intrappolata» nel suo matrimonio.
Decisiva, nell’inchiesta, l’individuazione, da parte degli investigatori, di decine di ricerche online effettuate su un telefono che Kouri aveva iniziato a usare nell’aprile del 2022. Le ricerche includevano domande sulla cancellazione remota dei dati del cellulare, su come gli investigatori recuperano i messaggi cancellati e sui pagamenti delle assicurazioni sulla vita.
Le ricerche includevano fasi così: «qual è una dose letale di Fentanyl?» e “se qualcuno viene avvelenato, cosa viene scritto sul certificato di morte?». «Non ci si occupa di queste ricerche in caso di overdose accidentale» ha concluso Bloodworth nell’arringa. [...] A fornire il Fentanyl a Kouri, sarebbe stata un’infermiera con un passato di tossicodipendente, divenuta poi testimone chiave dell’accusa. [...]
kouri richins e suo marito eric
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