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“NETANYAHU È IN UN VICOLO CIECO” – PER GAD LERNER IL PRIMO MINISTRO ISRAELIANO HA SBAGLIATO I SUOI CALCOLI: “AVEVA SCOMMESSO DI ESSERE CAPACE DI COSTRINGERE LE PETRO-MONARCHIE DEL GOLFO A ENTRARE IN GUERRA CON L’IRAN. IL PARADOSSO È CHE L’ASSE NETANYAHU-TRUMP HA DANNEGGIATO PER PRIMI I LORO PRINCIPALI ALLEATI, SIA NEL GOLFO SIA IN EUROPA” – L’ATTACCO AL GOVERNO ISRAELIANO: “BEN-GVIR CREDE IN DIO? PIÙ O MENO QUANTO SALVINI CHE AGITA IL ROSARIO IN PIAZZA DEL DUOMO” – I TIMORI PER L’ANTISEMITISMO DILAGANTE: “QUESTO ISOLAMENTO È PERICOLOSISSIMO PER IL MONDO EBRAICO…”
Estratto dell’articolo di Youssef Hassan Holgado per “Domani”
walter siti giulia merlo gad lerner
«Ma Ben-Gvir crede in Dio?», «Crede in Dio più o meno quanto un Matteo Salvini che agita il rosario in piazza del Duomo». La domanda è di Walter Siti, la risposta è di Gad Lerner.
Da queste conversazioni tra lo scrittore e il giornalista è nato l’incontro «Pessimismo della ragione e ottimismo della volontà» che si è tenuto all’evento “Le sfide di Domani” a Milano.
Sono tempi in cui il fanatismo ha preso il sopravvento. Gli spari contro i due militanti dell’Anpi il 25 aprile per mano di un ragazzo della Comunità ebraica di Roma è l’esempio più recente. Quali sono le radici di questo cortocircuito?
benjamin netanyahu elezioni in israele
“La paura e l’autoisolamento. Il sentirsi soli contro tutti. Il senso di appartenenza che frena e censura qualsiasi spirito autocritico all’interno delle comunità. Questo io l’ho visto purtroppo crescere anche dentro la comunità ebraica italiana”
[…]
Netanyahu ha più volte detto che cambierà lo status quo del Medio Oriente. Se guardiamo da qua a un anno. Che cambiamento vede?
benjamin netanyahu itamar ben gvir
“Netanyahu aveva scommesso di essere capace di costringere le petro-monarchie del Golfo a entrare in guerra con l’Iran. Pensava: loro non vogliono, ma creeremo una situazione di fatto in cui l’Arabia Saudita dovrà scegliere. Era convinto che i curdi del nord Iraq, da Erbil e da Sulaymaniyya, avrebbero approfittato della situazione per invadere il territorio iraniano. Nessuna di queste condizioni si è verificata.
Il paradosso è che l’asse Netanyahu-Trump ha danneggiato per primi i loro principali alleati, sia nel Golfo sia in Europa. Credo che Netanyahu sia davvero in un vicolo cieco. Ormai è palese: sono passati quasi tre anni dal 7 ottobre 2023 e la superiorità militare da sola non garantisce sicurezza”.
Forse lo status quo che è profondamente cambiato, al momento, è nel rapporto con gli alleati?
“Certo. Oggi Meloni e Salvini non possono dirsi amici di Netanyahu. Anche la Germania mollerà presto. Questo isolamento è pericolosissimo per il mondo ebraico, perché si accompagnerà a una riesplosione, già in atto, di odio antisemita che rischiamo di pagare tutti in maniera molto grave.
Ma è la sconfitta della linea di Netanyahu, del suo modo di interpretare la lezione della Shoah: siccome nessuno mosse un dito per salvarci quando ci deportarono e ci massacravano, possiamo contare solo sulla nostra forza militare. [...]”.
Che prospettiva vede? A breve si tornerà anche alle urne.
BENJAMIN NETANYAHU BURATTINAIO DI DONALD TRUMP
“Purtroppo oggi i partiti dell’opposizione che vogliono scalzare Netanyahu ritengono di dover assecondare l’idea diffusa secondo cui Israele non può permettersi di riconoscere la nascita di uno Stato palestinese.
Il punto è che si è vista l’inefficacia dell’idea radicale di ridisegno del Medio Oriente di Netanyahu. Ma vedo anche che la gente sta aprendo gli occhi. Di recente sono stato in Israele e nelle nuove manifestazioni di protesta emerge il “no” all’invasione del Libano, il rifiuto dell’illusione di risolvere il problema rendendo inabitabili i villaggi sciiti di confine: secondo me questa percezione si allargherà. Sarò accecato dalla speranza, ma non vedo alternativa”.
gad lerner – evento di Domani a milano
israele proteste contro la riforma della giustizia di netanyhau 4
Itamar Ben Gvir Benjamin Netanyahu
BENJAMIN NETANYAHU - ELEZIONI ISRAELE
israele proteste contro la riforma della giustizia di netanyhau 3
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