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Federica Angeli e Francesco Salvatore per "La Repubblica - Roma"
Prostituzione minorile e spaccio di stupefacenti. Le giovanissime prostitute, come loro stesse hanno ammesso, facevano uso di cocaina. Almeno una volta a settimana. La droga rientrava nei tanti "lussi" che le due potevano permettersi grazie al giro di clienti. All'inizio la compravano in cambio di rapporti sessuali con altri clienti e poi invece la prendevano per 40 -50 euro ogni mezzo grammo da Ieni. Anche per la polvere bianca dunque, come per la gestione del pacchetto clienti, le baby squillo chiamano in causa "Mimmi".
Ecco quindi che l'interrogatorio di Mirko Ieni, l'indagato numero uno dell'inchiesta sulle baby squillo dei Parioli, è un fiume di giustificazioni, di «non sapevo», di «non c'entro nulla». Eppure quando il magistrato gli contesta il nuovo reato, quello dello spaccio di droga con l'aggravante di averla venduta a minorenni, esce la nuova verità .
LE NOTTI A PONTE MILVIO
Una sera, una delle tante, le minorenni contattano Mimmi per chiedergli cocaina. Era il 13 ottobre. «Quella sera sì, mi sono recato a Ponte Milvio perché mi avevano chiesto una mano - si legge nel verbale di interrogatorio - ma non perché io ne posseggo o perché l'utilizzo nel discorso di spaccio, ma perché occasionalmente il venerdì o il sabato ne faccio uso personale. Siccome loro questa cosa la sapevano, hanno chiesto a me di potergliela dare». Per cui Ieni acquista la cocaina a Ponte Milvio e la vende alle ragazzine. Altre volte è andato a cercarla per loro: a San Lorenzo e a San Basilio.
SE VOLEVO SPACCIAVO ALLA LUISS
Quando il giudice contesta a Ieni di essere uno spacciatore, l'uomo si difende. Se avesse voluto fare il pusher, spiega «l'avrei potuto fa' quando lavoravo dieci anni in Luiss, l'università , l'università privata, cioè veramente dove girano i soldi a palate. Fashion bar, o
altre cose, spaci pubblici, ma non l'ho mai fatto. Io ho voluto scegliere il male minore, prostituire il mio corpo in consapevolezza con altre persone che facevano lo stesso tipo di lavoro, e mi sono trovato in questa condizione brutta brutta ».
LE STORIE SUI PEDOFILI IN CARCERE
Al termine dell'interrogatorio Mirko Ieni chiede al magistrato di poter uscire dal carcere. Ha paura delle brutte storie che in cella si raccontano sui pedofili. «Io mi trovo in spazi assurdi, angusti, con persone che sento storie assurde di pedofilia, cose...». Lui invece non è un pedofilo, ribadisce. «Se io in primis avessi saputo che Manuela, che ha una voce stupenda, e Serena che è conformista, fossero state minorenni sarei stato il primo ad andare a denunciare il fatto». Oggi il Riesame deciderà per la sua scarcerazione e per quella di Galluzzo, l'altro cliente che pagava le prestazioni con la cocaina.
GRAN BALLO LUISS
MIRKO IENI
BABY ESCORT DEI PARIOLI INCONTRO CON UN CLIENTE
BABY ESCORT VANESSA
BABY ESCORT DEI PARIOLI UN CLIENTE ENTRA NELLA CASA IN CUI RICEVONO LE DUE RAGAZZE
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