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PANCIA MIA, FATTI CAPARRA – UN 44ENNE ROMANO PRENDEVA IN AFFITTO APPARTAMENTI, LI FOTOGRAFAVA, E METTEVA ONLINE ANNUNCI DI SUBAFFITTO, SALVO POI SPARIRE NEL NULLA APPENA INTASCATO L’ACCONTO - I CONTRATTI DI LOCAZIONE ESISTEVANO DAVVERO, A NOME DI QUALCHE FAMILIARE, MENTRE PER GLI ANNUNCI ONLINE BASTAVA USARE ACCOUNT FALSI – CI SONO CASCATI IN 33: RISPONDEVANO ALL’ANNUNCIO E LUI ERA DISPONIBILISSIMO - RISPONDEVA ALLE DOMANDE, INVIAVA FOTO E VIDEO E ORGANIZZAVA ANCHE VISITE DI PERSONE. CON QUESTO GIOCHETTO, DURATO DUE ANNI, SI ERA MESSO DA PARTE 20MILA EURO…
Sintesi dell’articolo di Marco Roberti per www.ilmessaggero.it
Un 44enne romano è stato condannato a quattro anni e nove mesi di reclusione per una serie di truffe legate al subaffitto di appartamenti pubblicizzati online.
L’uomo, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe incassato oltre 20mila euro attraverso 33 raggiri messi a segno tra il 2023 e il 2024, utilizzando un sistema sempre identico: pubblicava annunci di case in affitto su Facebook e su piattaforme specializzate, chiedeva una caparra agli interessati e poi spariva senza consegnare gli immobili.
Gli annunci apparivano credibili perché gli appartamenti venivano realmente presi in locazione dall’imputato, anche se a nome della madre o della nonna.
Come scrive Marco Roberti sul “Messaggero”, i contratti stipulati non prevedevano però la possibilità di subaffitto. Utilizzando account falsi, il 44enne proponeva comunque gli alloggi online, talvolta presentandosi direttamente come proprietario delle case.
Secondo l’accusa, l’uomo si mostrava disponibile con i potenziali clienti: rispondeva alle domande, inviava foto e video degli immobili e organizzava anche visite di persona.
Una volta concordato il pagamento di una caparra pari a uno o due mesi di affitto, però, interrompeva ogni contatto non appena riceveva il denaro, versato sul suo conto oppure consegnato in contanti.
Lo schema veniva ripetuto più volte anche sullo stesso appartamento. In un caso avvenuto nel novembre 2023, un alloggio in zona Tomba di Nerone, alla periferia nord-ovest di Roma, sarebbe stato promesso a più persone diverse. A ciascuna veniva chiesto un anticipo di 500 euro con la garanzia di una disponibilità immediata dell’immobile. Dopo il pagamento, però, il presunto locatore spariva.
Tra gli episodi contestati figurano anche due truffe relative ad appartamenti per vacanze a Riccione, dei quali, secondo le indagini, il 44enne non aveva alcuna disponibilità. Dopo l’inchiesta che ha portato alla scoperta del sistema, l’uomo è stato processato con rito abbreviato, ottenendo così lo sconto di un terzo della pena.
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