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LA PORTAEREI AMERICANA GERALD FORD NAVIGA IN UN MARE DI GUAI - LA NAVE, COSTATA 13 MILIARDI DI DOLLARI E IMPEGNATA NELLA GUERRA IN IRAN, RISCHIA DI DOVERSI RITIRARE A CAUSA DI UN INCENDIO CHE HA DISTRUTTO LA LAVANDERIA (IL ROGO È PARTITO DA UN CORTO CIRCUITO) - I MARINAI HANNO LOTTATO CONTRO IL FUOCO PER 30 ORE: MOLTI DI LORO SONO RIMASTI INTOSSICATI DAL FUMO - A CAUSA DEL ROGO, 600 SOLDATI NON HANNO UN LETTO E SONO COSTRETTI A RIPOSARE SUL PAVIMENTO - NON AVENDO PIÙ UNA LAVANDERIA, I 4500 MILITARI A BORDO SONO COSTRETTI A INDOSSARE VESTITI E BIANCHERIA SPORCHI - LA "FORD", IN MARE DA PIÙ DI 10 MESI, HA ANCHE SERI PROBLEMI ALLE FOGNATURE, CHE NON BASTANO PER SMALTIRE I BISOGNI DEI SOLDATI A BORDO...

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Estratto dell'articolo di Gianluca Di Feo per "la Repubblica"

 

gabinetti attappati della portaerei gerald ford 1

Si è sfiorato il dramma e si va avanti nella farsa. La missione della portaerei nucleare Ford, la più grande e moderna dell'Us Navy, è nata sotto una cattiva stella e prosegue in condizioni di profondo disagio per i 4.500 militari chiusi da dieci mesi in questo gigante tecnologico pieno di acciacchi.

 

Durante la navigazione verso il Mediterraneo sono andati in tilt i servizi igienici, allagati dai liquami con lunghe code per andare al bagno: "shit ship", l'hanno ribattezzata. Il guasto è stato lenito, ma non risolto, con una sosta nel porto cretese di Souda. Giusto il tempo di ripristinare i wc e l'ammiraglia è entrata in guerra, lanciando i suoi 60 caccia F18 Hornet carichi di bombe verso i cieli dell'Iran.

 

Azioni che non si sono interrotte mentre si spostava attraverso Suez nel Mar Rosso, per potere colpire meglio le rampe missilistiche e i bunker dei pasdaran nel sud della Repubblica Islamica. Poi la scorsa settimana è scoppiato un rogo.

gabinetti attappati della portaerei gerald ford 3

 

Il Pentagono ha reso noto soltanto che due marinai sono stati leggermente feriti. Ora il New York Times svela un'altra verità: l'equipaggio ha lottato per trenta ore contro le fiamme, che hanno devastato numerosi locali della fortezza galleggiante lunga 333 metri. Il fuoco è partito da una ventola della lavanderia, probabilmente per un corto circuito. [...] Dozzine di donne e uomini sono stati intossicati dal fumo.

 

I danni sono stati definiti «irrilevanti». L'attività bellica è proseguita, perché la Ford è indispensabile per la campagna aerea scatenata dal presidente Trump. Ma seicento marinai sono rimasti senza letti: dormono sul pavimento metallico, mentre notte e giorno gestiscono operazioni delicatissime per rifornire i jet di carburante e munizioni. Non è l'unico guaio: la distruzione della lavanderia principale impedisce di lavare gli indumenti.

 

gabinetti attappati della portaerei gerald ford 4

Negli spazi ridotti, il personale può tenere pochissimi cambi e adesso non c'è modo di pulirli. La vita è diventata un incubo. Il quotidiano greco Ekathimerini sostiene che la portaerei si stia dirigendo di nuovo verso Souda, l'installazione più vicina per le riparazioni e per dare letteralmente respiro ai 4.500 militari.

 

L'uscita di scena, anche temporanea, potrebbe essere un problema serio per il comando statunitense. Centocinquanta jet dell'Air Force sono stati accumulati su una base giordana e una saudita, prese di mira più volte dagli iraniani, dove è difficile gestire la manutenzione. Solo i centodieci F18 Hornet della Ford e della Lincoln ricevono un'assistenza tecnica ottimale, lontano dai droni e dai missili balistici.

 

Il Pentagono potrebbe far salpare dagli States la Bush, ma ci vorrebbero almeno dieci giorni perché sia operativa. Ed è in arrivo dal Giappone la task force dei marines con la portaelicotteri Tripoli, che dispone di una manciata di F35B a decollo verticale. Insomma, lo schieramento americano potrebbe dovere rinunciare presto a un quinto dei suoi caccia più efficienti.

 

la uss gerald ford nel mar dei caraibi 3

La debacle dell'ammiraglia costata tredici miliardi di dollari non è una sorpresa. La messa a punto ha richiesto anni e si sono manifestati tanti errori progettuali: il più clamoroso è quella dell'impianto igienico, sottodimensionato rispetto alle esigenze fisiologiche di tante persone e con tubature che si intasano spesso. [...]

 

 

 

 

la uss gerald ford nel mar dei caraibi 2

La Ford, infatti, è in mare da dieci mesi. È partita dagli Usa nello scorso giugno, mentre in Medio Oriente infuriava la Guerra dei dodici giorni, e ha raggiunto il Mediterraneo orientale per fare scudo a Israele. A fine ottobre Trump ordina il blocco navale del Venezuela e c'è il dietrofront: il 4 novembre riattraversa Gibilterra e corre nei Caraibi.

 

Sono trascorsi cinque mesi, normalmente sarebbe l'ora di tornare alla base. Invece partecipa all'assedio del regime chavista e il 3 gennaio i suoi F18 hanno un ruolo chiave nel blitz per catturare il presidente Maduro.

 

la uss gerald ford nel mar dei caraibi 1

Poi, mentre la Casa Bianca prepara la resa dei conti con gli ayatollah, alcuni ammiragli mettono in guardia: non è opportuno gravare ancora la tenuta psichica dell'equipaggio e c'è bisogno di fare il tagliando, già programmato per gennaio. Ma il conto alla rovescia per la guerra è iniziato e non ci sono alternative rapide: la Ford torna nel Mediterraneo il 20 febbraio. [...]

 

uss gerald ford nel mediterraneo 4