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PURE I REPUBBLICANI SI SONO ROTTI LE PALLE DI TRUMP – NEL PARTITO REGNA IL CAOS DOPO CHE “THE DONALD” HA TRASCINATO IL PAESE NELL’ENNESIMA GUERRA DALLA QUALE NON HA IDEA DI COME USCIRE - I REPUBBLICANI AVEVANO FISSATO ALCUNE LINEE ALL'AMMINISTRAZIONE: CHIAREZZA SUGLI OBIETTIVI, FINESTRA TEMPORALE PER DICHIARARE LA FINE DELLE OPERAZIONI, NESSUN VIA LIBERA ALLE TRUPPE DI TERRA. CONDIZIONI CHE IL PRESIDENTE AMERICANO, TENUTO PER LE PALLE DA NETANYAHU, NON RIESCE A CONFERMARE. A FAR INCAZZARE I REPUBBLICANI È ANCHE LA RICHIESTA DI 200 MILIARDI PER IL PENTAGONO MENTRE AEROPORTI E PERSONALE RESTANO SENZA PAGA PER LO SHUTDOWN PARZIALE CHE...
Estratto dell’articolo di Alberto Simoni per “la Stampa”
I COLLOQUI DI DONALD TRUMP CON L IRAN - VIGNETTA
I distinguo a questo punto fra chi è più Maga e chi più un repubblicano moderato contano poco, la temperatura dentro il Grand Old Party (Gop) raggiunge il livello della "febbre" e il briefing con funzionari della Difesa e dell'intelligence, saliti a Capitol Hill dinanzi alla Commissione della Camera delle Forze armate, finisce con una serie di lamenti che le porte in legno della sala non riescono a trattenere.
Ancora prima che la deposizione finisca e i funzionari provino a spiegare stato dell'arte, posizioni in campo, opzioni militari, filtra l'insofferenza degli staff dei deputati che di loro sono riflesso dei sentimenti. Poi una volta finita, in tarda serata, la riunione, tracima il fiume di lamentele.
PALAZZI DISTRUTTI DALLE BOMBE A TEHERAN - FOTO LAPRESSE
Mike Rogers, repubblicano che presiede la Commissione è infuriato non per la guerra in sé, «certo che sostegno il presidente», dice alla Nbc, ma per la confusione e il caos che regnano ad ogni livello dell'Amministrazione.
Non è il miglior viatico per un Congresso a cui Trump ha chiesto 200 miliardi di supplementari – e quindi un aggiustamento di bilancio – e l'ha sondato sull'ipotesi di inviare in Iran le truppe di terra a finire il lavoro, vera linea rossa da non oltrepassare. I funzionari, raccontano ai media Usa alcuni che hanno partecipato al briefing, si sono contraddetti, «non sembravano nemmeno coordinati su obiettivi e mosse».
donald trump - stretto doi hormuz
Riavvolgendo il nastro sulle ragioni dell'attacco, non si sono sentite spiegazioni convincenti e in fondo ad alimentare i dubbi ci aveva pensato Tulsi Gabbard la scorsa settimana smussando la tesi del pericolo imminente condotto dai missili iraniani usato da Rubio e Trump nei primi giorni di conflitto per sottolineare quanto fosse necessario agire prima che «colpissero gli iraniani».
Nancy Mace, deputata della South Carolina, prima donna a diplomarsi a The Citadel, gloriosa accademia militare di Charleston, mercoledì sera ha affilato le armi: «Non voterò per mandare i figli della South Carolina a morire per il prezzo del petrolio». La sua uscita rivela non solo i malumori, ma l'esistenza di una ribellione fra i repubblicani.
la nave mayuree naree colpita dalle mine iraniane 2
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Dopo dieci giorni di guerra, con il profilarsi delle prime avvisaglie del caos di Hormuz, i repubblicani avevano fissato alcune linee all'Amministrazione: chiarezza sugli obiettivi; finestra temporale per dichiarare la fine delle operazioni e soprattutto nessun via libera alle truppe di terra.
Sono tre condizioni che Trump oggi non riesce a confermare e anzi la barra dei boots on the ground è tutt'altro che inamovibile visto il dispiegamento di 5mila Marines e oltre un migliaio di paracadutisti della 82esima Divisione Aviotrasportata. Fra i punti che pare abbiano mandato su tutte le furie i deputati – e non solo i democratici – è stata l'assenza di garanzia su come verrebbero protette le truppe di terra.
VIGNETTA ELLEKAPPA - TRUMP E IL DISASTRO IN IRAN
Altro nodo sono i soldi: la richiesta di 200 miliardi per il Pentagono già è stata accolta con smorfie e disappunto dieci giorni fa. Oggi con aeroporti in tilt e personale del Tsa (Transportation Security Administration) senza paga per lo shutdown parziale, l'idea di spendere per una guerra impopolare o per rifornire di munizioni e missili gli arsenali del Pentagono gode di ancora meno favori.
DONNA PIANGE DI FRONTE A UN PALAZZO DISTRUTTO DALLE BOMBE A TEHERAN - FOTO LAPRESSE
donald trump - conferenza stampa sulla guerra in iran
guerra in iran
MEME SUL MONDO MANGA CHE SOSTIENE TRUMP E IL REGIME ISLAMICO IN IRAN
TRUMP PASDARAN IRAN
guerra iran
MEME SU DONALD TRUMP E L IRAN
DONALD TRUMP ANNUNCIA L ATTACCO ALL IRAN
TAPPETI VOLANTI - MEME
DONALD TRUMP IN VERSIONE AYATOLLAH
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