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UCCI, UCCI, IN PROCURA C’È RANUCCI – IL CONDUTTORE DI “REPORT” È COMPARSO NEGLI UFFICI DELLA PROCURA DI MILANO, DOVE HA INCONTRATO IL PUBBLICO MINISTERO EUGENIO FUSCO. SI SPARGE LA VOCE CHE RANUCCI SIA STATO INTERROGATO, MA NON È COSÌ: SI SAREBBE TRATTATO DI UN INCONTRO INFORMALE – FUSCO È IL PM CHE INDAGA SULL’ARCHIVIO DI GIAN GAETANO BELLAVIA, CONSULENTE DI “REPORT”, INDAGATO PER TRATTAMENTO ILLECITO DEI DATI…

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Alba Romano per www.open.online

 

SIGFRIDO RANUCCI IN COMMISSIONE ANTIMAFIA - FOTO LAPRESSE.

Sigfrido Ranucci non è indagato a Milano. Lo precisa oggi Il Giornale dando però conto di un viaggio del conduttore di Report in procura.

 

Destinazione: quarto piano del Palazzo di giustizia di Milano, uffici della Procura della Repubblica.

 

La stanza di Eugenio Fusco, pubblico ministero, a capo del dipartimento che si occupa di reati informatici. Il pm, insieme alla collega Paola Biondolillo, indaga sull’archivio di Gian Gaetano Bellavia. Consulente di tanti pm milanesi e anche di Report.

 

IL PM EUGENIO FUSCO

Niente interrogatorio

Si sparge la voce che Ranucci sia a Milano per essere interrogato. Subito smentita però. Secondo fonti della Procura si è trattato di un incontro informale, un saluto o poco più, tra un magistrato e un giornalista che si conoscono da tempo.

 

Bellavia è stato iscritto nel registro degli indagati per il reato di trattamento illecito di dati. Una conferma indiretta dell’esistenza di una banca dati accumulata con il materiale ottenuto dai magistrati. Ranucci aveva quasi festeggiato la notizia dell’incriminazione di Bellavia, presentandola come una sorta di assoluzione e spiegando che il reato ipotizzato dalla Procura smentiva l’esistenza di una «fabbrica di dossier».

 

L’accusa

Gian Gaetano Bellavia

In realtà l’accusa punisce la creazione e l’utilizzo di dati riservati «al fine di trarre per sé o per altri profitto». Anche Bellavia nelle settimane cruciali della vicenda ha effettuato una serie di visite in Procura. Visite informali, ma non per un caffè o un saluto. Secondo quanto ricostruito dal Corriere della Sera, avrebbe bussato alla porta di una serie di magistrati con cui intratteneva rapporti professionali per chiedere conto della indagine sulla sua ex collaboratrice Valentina Varisco, da lui denunciata per sottrazione di dati.

Giangaetano Bellavia

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