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“E’ UN MONDO DOVE ANCHE LE ARTISTE DEVONO SUPERARE OGNI GIORNO ESAMI, SCETTICISMI, BUDGET MINORI” – ARISA TORNA IN TV NEL CAST DI "CANZONISSIMA” (“HO BISOGNO DI GUADAGNARE SOLDI”) E INTONA LA LAGNA SULLE DONNE PENALIZZATE AL FESTIVAL (DITONELLAPIAGA E’ SALITA SUL PODIO, MA CHE VUOLE?): “LA POLEMICA SUL NUMERO DI ARTISTE IN GARA? CARLO CONTI HA DETTO DI AVER SCELTO LE CANZONI, UN CRITERIO INATTACCABILE. L'INDUSTRIA DISCOGRAFICA INVESTE MENO SULLE DONNE” – DE MARTINO DIRETTORE ARTISTICO? SAREBBE STATO PIÙ BELLO VEDERE UNA MUSICISTA COME ELISA” - VIDEO

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Matteo Macor per “la Repubblica” - Estratti

 

Canta per curare e curarsi, la nuova Arisa, che dopo vent'anni di successi da interprete ha trovato «un senso» — è la sua definizione — soprattutto nello scrivere le canzoni da portare sul palco. 

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Fragile e imprevedibile, tra tanta tv l'artista lucana è tornata a cercarsi «sull'unica strada che mi abbia mai fatto credere in qualcosa senza sentirmi sola», spiega lei, «la musica». Ha appena cantato alla cerimonia di chiusura delle Paralimpiadi e si prepara a esordire nel cast della nuova edizione di Canzonissima, al via questo sabato su Rai 1, ma più di ogni altra cosa dice di aspettare domani l'uscita del nuovo singolo (Il tuo profumo) e in primavera il nuovo album (Foto mosse), già fissati i concerti nei teatri a Roma e Milano il 22 e 29 maggio.

 

Lavori collettivi che portano però la sua firma anche tra gli autori, e per questo valgono «una conquista», per una donna «in un mondo dove anche le artiste devono superare ogni giorno esami, scetticismi, budget minori», e pure «le logiche di sempre». Quali siano, queste ultime, — è la stoccata di Arisa — «lo dice anche Sanremo»: quello passato e quello prossimo. 

 

È finito e già rinizia, il Festival? 

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«A me viene il Mal d'Africa, quando torno da Sanremo. Il Festival è casa mia, finisce quel trambusto: è finito e mi sono sentita sola. Quest'anno poi c'era pure qualcosa di ancora più importante, la mia canzone, che ho cantato e che ho scritto». 

 

Come il nuovo singolo: "Il tuo profumo", un pezzo tutto suo. 

«È una canzone sulla gelosia che non è gelosia, ma dolore travestito. Sull'ultimo romantico che ti promette tutto e poi sparisce e tu lo scopri troppo tardi, quando sei già persa dentro. L'ho scritto dopo una super litigata con quello che era il mio compagno. Ci sono donne che nelle relazioni danno tutto, io sono una di quelle, conosco la delusione di quando scopri che al contrario tuo c'è chi si risparmia. Anche se poi rimane il profumo, la passione, e si passa sopra a quasi tutto». 

 

Le è rimasta anche nel fare il suo lavoro, la passione? 

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«C'è soprattutto quella. Chi sceglie questo mestiere, alla fine, dopo un po' sa fare solo questo. Per me è un modo di sentirmi meno sbagliata.  Noi artisti ci facciamo troppe paranoie, temiamo il giudizio degli altri, e solo quando cantiamo siamo felici per davvero. Soli, solissimi, ma in mezzo alla gente che ci ascolta. È un momento sacro, e un privilegio». 

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Rientra anche la tv, in tutto questo? Sabato sulla Rai parte con "Canzonissima". 

«Raggiungerò il cast in corsa, dalla prossima settimana. È una grande opportunità, un format bellissimo. E poi io ho bisogno di lavorare. Autoproducendomi ogni passo, ormai, mi finanzio solo con le mie mani e ho bisogno di fare tv. Se poi posso andarci a fare musica e a parlare di musica, ancora meglio». 

 

 

 

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È un problema di parità di genere, ancora una volta? A Sanremo c'è stata polemica anche sul numero di artiste donne in gara. 

«A Sanremo Carlo Conti ha detto di aver scelto le canzoni, un criterio inattaccabile. Ma perché è così più difficile, numeri alla mano, che una donna proponga la canzone giusta per Sanremo? Ad esempio perché donne e uomini spesso non hanno gli stessi budget. L'industria discografica investe meno, sulle artiste donne». 

 

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Siete in tanti a dirlo, nel vostro mondo: a qualcosa servirà, o no? 

«Sì, ma al momento di affrontare la cosa si finisce nella solita letteratura sul tema. Si raccontano le donne sempre come martiri o attiviste radicali, quando in mezzo ci sono soprattutto donne normali, che lavorano, lottano. Nello scrivere il mio disco ho pensato a loro». 

 

Lei aveva lanciato la candidatura di Elisa a direttrice artistica del prossimo Festival, e sarà Stefano De Martino. Pure questo, dice cose? 

«Io non ho nulla contro De Martino, anzi, è bravo e farà molto bene. Però sì, sarebbe stato più bello vedere una musicista come Elisa prendere decisioni, e invece per questa rivoluzione dovremo aspettare. È la prova pure che certi equilibri sono difficili da spostare, vince sempre il più forte. Ma non è solo il tema di genere, il problema nella musica». 

marinella venegoni arisaarisa con il teatro regio di parmaarisaarisa. terza serata sanremo 2026 foto lapresse arisaarisaarisa