sanremo 2016

PESTIVAL! ASPESI VS IL “SALSICCIONE” DI SANREMO: “UN FESTIVAL DELLA CANZONE DOVREBBE ESSERE FATTO DI CANZONI, E MAGARI DI CANTANTI NON DI VESTITI, STRANEZZE, PIETISMI E COMICHE - L’INFORMAZIONE NON SEMBRA OCCUPARSI D’ALTRO: PER DIRE CHE SANREMO È BRUTTO, NON BASTEREBBE MENO SPAZIO?”

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CARLO CONTI E VIRGINIA RAFFAELE VERSIONE CARLA FRACCICARLO CONTI E VIRGINIA RAFFAELE VERSIONE CARLA FRACCI

Natalia Aspesi per “la Repubblica”

 

Un festival della Canzone dovrebbe essere fatto di canzoni, e magari di cantanti, non di vestiti, di stranezze, di pietismi e di comiche (in questo caso la Raffaele è simpatica).

 

Una specie di salsiccione onnicomprensivo che accenna anche alla politica: la modella che pare un uomo alta un metro e 80, l’uomo talmente rifatto da parere un pupo, la maestra di una scuola con due soli scolari, tanto perché i bei piccini innocenti sono indispensabili alla lacrima,

 

quattro tedesche che suonano il violino con l’archetto tra le gambe, un signore che canta benissimo e che dice che gli piace essere papà messo lì per fare un indispensabile scandalino e ci casca solo l’ingenuo Salvini, perché il papà non si è portato il coniuge e quindi la parola gay pare proprio inappropriata: la bella diva americana dalle mani invecchiate che è lì per fare pubblicità al marchio degli orologi di diamanti che porta ai polsi.

virginia raffaele come donatella versace  4virginia raffaele come donatella versace 4

 

Il problema che è quel palcoscenico, è quel presentatore, sono quei valletti ambosessi, è l’eccesso di allegria ingiustificata e gli sbadigli dei pazienti telespettatori, a rendere tutto ambiguo, mercantile, finto buono: i nastri che dovrebbero dimostrare un appoggio di tutti gli spettatori e dei cantanti e ospiti alle unioni civili ne annebbiano il senso politico, il compositore e pianista, del resto famoso per conto suo, invitato solo perché ammalato, diventa un caso umano.

 

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Insuperabile però, per ora, il colpo di Carlo Conti l’anno scorso, sullo stesso palcoscenico: una coppia con sedici figli e che non ha ancora finito di generare. Chiunque le canti, le canzoni sono tutte uguali e comunque urlate e soprattutto sussurrate o bofonchiate a un millimetro dal microfono: i voti dell’esperto del nostro giornale Gino Castaldo, come da anni, sono agghiaccianti.

 

Su 20 canzoni un 8, due 7, molti 5, qualche 4, un 3 e un N.C. (non classificabile) per Patty Pravo. Anche in questo caso, Conti si fregava contento le mani: un altro fenomeno, una celebre nostra cantante in età, travestita da se stessa quando nel 1970, a 22 anni, cantò a Sanremo “La spada nel cuore”.

gabriel garko sanremo2016gabriel garko sanremo2016

 

Anni, quelli ancora esaltanti per il Festival e c’è chi (siamo al 66°!), se vivo, se li ricorda: iniziato nel 1951, fu trasmesso per la prima volta in televisione nel 1955, e solo il finale. Era uno spettacolo molto rustico che incantava o faceva ridere, a seconda del cuore di chi lo guardava. Contavano i cantanti e lì nascevano le canzoni di massimo successo. Dietro le quinte nascevano o si consolidavano amori, Pizzi e Togliani, Latilla e Sanson’s, e scoppiavano litigi, tra due amatissimi, Claudio Villa e il suo rivale Luciano Taioli.

 

ezio bossoezio bosso

Nascevano nuove inimitabili star, Adriano Celentano con “24 mila baci” nel ’61, la allora quindicenne Gigliola Cinquetti, con “Non ho l’età” nel ’64 e quella che sarebbe diventata una donna raffinata, una cantante e un’attrice di prestigio internazionale, Milva, che quando nel ’61 apparve a Sanremo tutta vestita d’oro per cantare “Il mare nel cassetto” era una ragazzona piuttosto incolta e spaventata.

nicole kidman    nicole kidman

 

Allora i giornali dedicavano un breve articolo all’evento: oggi l’informazione di ogni tipo non sembra occuparsi d’altro: per dire che il Festival è brutto, non basterebbe meno spazio?

 

Comunque mi permetto di non credere che almeno nella prima serata più di 11 milioni di persone siano stati sedute per quattro ore e più a guardarlo tutto. Chissà quanti si sono soffermati qualche minuto, brontolando, e li han contati lo stesso.

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