DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON…
Post di Enrico Mentana su Facebook
Sulla questione giornalisti/politica. Ho sempre considerato il mio mestiere il più bello di tutti, e quindi continuo a non capire i miei colleghi che, a ogni elezione, si candidano nelle file dei vari partiti. A volte ritornano, e nessuno di loro parla con nostalgia del periodo in cui veniva chiamato "onorevole". Ovviamente ognuno è libero di fare come crede, e tra le "pagine gialle" del parlamento è inevitabile che figuri anche la voce "giornalisti".
Anche nel febbraio scorso avevo chiesto ai Mucchetti, Ruotolo, Minzolini, Mineo chi glielo faceva fare. Del resto gli ultimi due erano stati direttori di telegiornali Rai, e nessuno dubitava su quale fosse la loro inclinazione politica: cosa legittima, ma certo non la massima garanzia sull'autonomia del servizio pubblico. Ecco, secondo me chi dirige un giornale indipendente, o un telegiornale, non ha solo il dovere personale di un'autonomia professionale, ma ce l'ha anche in quanto primo rappresentante di una testata e di tutti quelli che ci lavorano.
Naturalmente ciascun giornale o tg può avere - ci mancherebbe - un suo orientamento, perchè la concorrenza è il sale anche del nostro mestiere e la si fa tra prodotti diversi. Ma mai vedremo un Padellaro o un Belpietro candidarsi nelle liste di un partito. Ora un direttore di ben due telegiornali, Toti, è quotidianamente nelle cronache politiche perchè in predicato di assumere un ruolo nel partito di Forza Italia.
E non passa giorno senza che se ne segnalino le partecipazioni a riunioni e incontri, o presenze nella sede del movimento. Ma contemporaneamente dovrebbe svolgere il suo ruolo di direttore di tg4 e Studio aperto: come, di grazia? Come fa fisicamente? Come può garantire l'indipendenza delle testate? Non sarebbe stato doveroso almeno sospendersi dalla guida dei due tg in attesa di finalizzare la trattativa?
Per rispondere a queste mie osservazioni Toti cita a sproposito gli esempi di Santoro e Gruber: nessuno dei due era direttore di un telegionale, Santoro era addirittura stato messo nell'impossibilità di lavorare (Toti è giovane, ma chieda al suo leader perchè), e la Gruber ovviamente lasciò il suo lavoro di conduttrice appena fu annunciata la sua candidatura. L'anomalia per il direttore di tg4 e Studio aperto è quella di adesso: e beninteso, sarebbe tale anche se stesse finalizzando il suo passaggio nei piani alti di un altro partito, e non quello fondato e guidato dal proprietario dell'azienda che edita i tg da lui diretti.
BERSANI E MINEO ALLA FESTA DEL PD DA YOUDEM
Giovanni Toti
GIOVANNI TOTI
Enrico Mentana
h mat45 gruber santoro
minzolini consiglio nazionale forza italia foto lapresse
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