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DALL'OSTERIA DI FAMIGLIA A FERRARA FINO ALL’INCONTRO CON RAFFAELLA CARRA’ AL FESTIVAL DI SANREMO DEL 2001: LE MILLE VITE DI GIAN LUCA PELLONI BULZONI, BODYGUARD, SEGRETARIO, ASSISTENTE, FIGLIO ADOTTIVO DI RAFFA E SUO EREDE UNIVERSALE (MA NON UNICO EREDE) – DALLE CASE DI ROMA E PORTO SANTO STEFANO AL LOGO CON IL CASCHETTO, ECCO IL TESORO DA 400 MILIONI EREDITATO - COME MAI DI LUI, CHE E’ STATO PER 20 ANNI A FIANCO DELLA CARRA’, NON SI SAPEVA NULLA FINO A DUE GIORNI FA? L’ARTISTA SOSTENEVA DI ESSERE “MOLTO GELOSA” DELLA VITA PRIVATA (C'ERA FORSE UN "LEGAME SPECIALE" TRA I DUE?) – LE FOTO INSIEME NEL 2016 IN UN BAR DI PORTO SANTO STEFANO, LE PRESENTAZIONI COME "FIGLIO DI JAPINO" E LA SCOPERTA DELLA GIORNALISTA RAI ADRIANA PANNITTERI CHE NEL 2023 PARLANDO CON LE AMICHE E LA SALUMIERA DI "RAFFA" SCOPRE IL SEGRETO DI BULZONI...

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Mario Gerevini, Natalia Distefano Per Il "Corriere della Sera" - Estratti

 

Sui documenti ufficiali c’è scritto «Successione testamentaria di Raffaella Maria Roberta Pelloni del 5 luglio 2021… registrato in data 24 novembre 2021». È la trascrizione dell’intestazione degli immobili di Raffaella Carrà, morta il 5 luglio 2021.

 

raffaella carra

Quali immobili? Catasto di Grosseto: Monte Argentario, località Cala Piccola, villa di lusso da più di 500 mq, con oltre 20 vani, proprietario Gian Luca Pelloni Bulzoni. Catasto di Roma: via Nemea, edificio interno, villa-palazzina, appartamento di 18,5 vani più altri due di 6 vani, 6 box, 5 cantine, proprietario Gian Luca Pelloni Bulzoni.

 

La titolarità degli immobili dal 2021 è dunque al 100% del figlio adottivo dell’artista. E le carte del catasto sono un’ulteriore conferma documentale della scelta fatta da Carrà sulla sua eredità.

 

GIAN LUCA PELLONI BULZONI

Già poco dopo la morte della star il quadro della successione era chiaro, tant’è che Pelloni Bulzoni il 10 dicembre 2021 crea l’impresa individuale Arcoiris Edizioni Musicali che poi non è altro che la continuazione, con nuovi parametri fiscali, dell’omonima società intestata alla Carrà.

 

Immediatamente dopo la costituzione, il figlio dà mandato alla Siae per l’incasso dei diritti. Il 21 dicembre 2021 la pratica si chiude e Arcoiris, rilevante fonte di reddito, viene iscritta alla sezione «Musica».

 

Tutto pianificato, con discrezione. Anche sui due marchi figurativi: il caschetto e la silhouette stilizzati di Raffaella sono stati registrati da Gian Luca Pelloni Bulzoni in decine di Paesi. Figure in «blanco y negro» riporta il «Boletin de la propriedad industrial» dell’Uruguay, uno dei Paesi del Sudamerica dove l’artista era molto popolare.

 

raffaella carra' ballo ballo

Il patrimonio immobiliare della Regina della tv italiana — ma anche quello che riguarda i diritti d’autore e di immagine — ha quindi un «erede universale». Ma «non unico», precisano dalla Fondazione Raffaella Carrà, perché lei, donna notoriamente pratica e generosa, «nelle sue ultime disposizioni non ha escluso nessuno dei suoi affetti». Il riferimento è, con molta probabilità, a Sergio Japino, a lungo il compagno di vita e poi principale collaboratore artistico di Raffaella.

 

Ma soprattutto ai nipoti Matteo e Federica Pelloni, inizialmente considerati gli unici eredi legittimi in quanto figli del fratello di Raffaella: Vincenzo, morto nel 2001. Con l’adozione di Bulzoni hanno perso il diritto alla quota di legittima, in quanto non considerati «eredi legittimari» dal codice civile italiano. Ma la Carrà, in vita, avrebbe pensato a tutto e a tutti, con lasciti ad personam  

 

 

(...) Mentre ci si interroga sul destino delle residenze di Roma e Cala Piccola, che i fan chiedono da tempo di trasformare in case-museo. La decisione ora spetta a Gian Luca Pelloni Bulzoni.

GIAN LUCA PELLONI BULZONI

 

 

 

LE MILLE VITA DI GIAN LUCA PELLONI BULZONI

Viola Giannoli per la Repubblica - Estratti

 

Raffaella Carrà lo ripeteva come un mantra: «Sono molto gelosa della mia vita privata». Ecco perché di Gian Luca Pelloni Bulzoni, quest'uomo che pare uscito dalla nebbia pur essendo stato per vent'anni a fianco della Raffa nazionale, non si sapeva nulla fino a due giorni fa.

 

Solo un nome accanto a una qualifica che cambiava di volta in volta: bodyguard, anzi no segretario, forse manager, meglio assistente. Rare le foto insieme, nonostante l'uno fosse l'ombra dell'altra. Sparuti i video, lei in scena, lui nel retro.

 

A riavvolgere il nastro, nella ritrosia che accompagna i racconti, si trovano fotogrammi più che una sceneggiatura.

 

carra via nemea

La prima traccia porta a Ferrara dove Gian Luca Pelloni Bulzoni, per gli amici Gianluca tutto attaccato, gestiva il ristorante di famiglia: "Al Sgnadur", che in dialetto vuol dire mattarello. Allora aveva un solo cognome e in città lo chiamavano "Bulzo".

 

Il flash successivo lo colloca già nello showbiz: Bulzoni fa il bodyguard — le cronache lo vogliono guardia del corpo di Megan Gale e Eva Herzigova — e per questo si ritrova a Miss Italia e a Sanremo. È nella città dei fiori che il suo destino si cuce con quello di Raffaella Carrà. L'agenzia per cui lavora ottiene un appalto Rai e a Bulzoni viene affidata la sicurezza della regina del "Tuca Tuca".

 

la casa di raffaella carra in vendita in toscana 9

È il 2001: Carrà conduce il festival mentre scopre al telefono che l'adorato fratello Enzo ha un tumore. Morirà di lì a poco, lasciando due figli, Matteo e Federica, i nipoti amatissimi dell'artista: «Gli faccio da papà», dirà lei, spartendo anche con loro una fetta del patrimonio.

 

«Raffaella si trovò benissimo con Gian Luca, si sentiva protetta e decise di portarlo a lavorare con sé a Roma», ricorda Angelo Perrone, per una vita press agent di Carrà. Quel bodyguard diventa la sua ombra: autista, factotum, assistente personale: «La seguiva giorno e notte, anche negli spostamenti privati», sempre Perrone.

 

Gentile, simpatico, raccontano tutti: «Raffaella gli ha insegnato anche la riservatezza nel mondo urlato dello spettacolo». E così, nel cerchio magico dell'artista, si ritrovano in tre: Sergio Japino, ultimo grande amore, il manager Alessandro Lo Cascio e Bulzoni.

GIAN LUCA PELLONI BULZONI - FOTO CORRIERE DELLA SERA

 

C'è lui anche all'Argentario, il buen retiro di Carrà. Nell'aprile 2016 i due vengono immortalati dal fotografo Alberto Zadro in un bar di Porto Santo Stefano. Ed è sempre lì che nel 2023, scavando tra amicizie e contatti, la giornalista Rai Adriana Pannitteri scopre il segreto di Bulzoni, adottato dall'artista poco prima della morte: «Ho parlato con la salumiera, con chi frequentava la palestra, con le amiche con cui giocava a carte...», spiega senza dire.

 

Quando Carrà muore, nell'estate del 2021, le ceneri viaggiano tra San Giovanni Rotondo e l'Argentario: abbracciato a Japino c'è l'erede universale, ritratto come segretario personale.

 

E ancora: nel novembre 2024, per i 60 anni dell'ospedale di Grosseto, di cui Carrà era benefattrice, seduto in platea c'è pure Bulzoni, già Pelloni. Le cronache locali, però, lo presentano curiosamente come discendente di Japino.

 

«Adesso del figlio sapevano tutti...», sbotta Perrone.

La verità è che lo sapevano pochissimi.

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(...)

 

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