DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE…
"MI HANNO PUNTATO UNA PISTOLA AL COLLO. ERANO ALMENO SEI E PARLAVANO CON UN ACCENTO DELL'EST" - ANNE SOFIE ROCHER, LA MAMMA DEL ROMANISTA EL AYNAOUI, RACCONTA LA NOTTE DI TERRORE IN BALIA DEI RAPINATORI NELLA VILLA ALL'INFERNETTO (EREDITATA DA DYBALA CHE PERO' AVEVA ASSUNTO DEI VIGILANTES PRIVATI) – “TUTTI E DUE I MIEI FIGLI ERANO SOTTO SHOCK, IO PENSAVO SOLO A LORO. PER FORTUNA NON CI HANNO FATTO DEL MALE. CAMBIEREMO SUBITO CASA, QUI NON CI SENTIAMO PIÙ SICURI. DA ORA IN POI SOLO APPARTAMENTI IN CONDOMINIO” – I MALVIVENTI HANNO PORTATO VIA BORSE, UN ROLEX, CONTANTI E COLLANE PER UN BOTTINO CHE NON SUPERA I 20MILA EURO...
1 - ASSALTO ALLA VILLA DEL CALCIATORE SEQUESTRATO CON LA FAMIGLIA
Luca Monaco per “la Repubblica” - Estratti
I passamontagna sul viso e i walkie talkie. Le pistole in pugno e i guanti in lattice per non lasciare impronte. Tengono in ostaggio il calciatore marocchino della Roma Neil El Aynaoui e la sua famiglia dentro a una stanza e in una decina di minuti, nel cuore della notte, ripuliscono la villa di tutto quello che c'è: borse griffate, contanti, un Rolex sfilato dal polso del fratello maggiore del centrocampista e qualche collana.
Il bottino non supera i 20mila euro, perché l'unica cosa che i sei rapinatori non hanno saputo o potuto calcolare, sono state le abitudini di vita del giocatore. Amante della sobrietà, a El Aynaoui non piace circondarsi di oggetti di valore in casa.
(...)
2 - LA MADRE "NOTTE DA INCUBO CON LA PISTOLA PUNTATA AL COLLO HO TEMUTO PER I MIEI FIGLI"
Romina Marceca per “la Repubblica” - Estratti
Il viso è tirato dopo una notte da archiviare nei ricordi più brutti ma riesce a sorridere. Anne Sofie Rocher scende dalla sua auto davanti al cancello della villa all'Infernetto, sottobraccio il pane e un po' di pizza. Uno dei suoi due golden retriever le corre incontro per farle festa. Lei dice subito, in un mix di italiano e spagnolo: «Tutto bueno. Sono ancora spaventata per quella pistola puntata al collo. Ma ciò che più conta è che i miei figli, mi vida entera, sono qui sani e salvi».
Anne Sofie, 53 anni, è la mamma del centrocampista della Roma. È stata la prima ad essere stata sequestrata dai rapinatori nella residenza hollywoodiana che è stata abitata anche da Paulo Dybala. E, in fondo a una giornata trascorsa in questura, adesso annuncia: «Cambieremo subito casa, qui non ci sentiamo più sicuri».
Dove si trovava quando c'è stata l'irruzione?
«Nel mio letto, erano le 3. Soffro d'insonnia e quindi ero ancora sveglia. (...)
Qualcuno le ha risposto?
«No. Subito dopo ho intravisto due ombre, la mia camera è stata illuminata dalla torcia di un cellulare. Ho capito che nessuno dei due era mio figlio. Perché quelli erano persone basse e lui invece è alto un metro e 93».
Cosa ha fatto?
«Ho urlato a squarciagola per svegliare i miei figli e le loro fidanzate. Uno dei due uomini mi ripeteva "Shhhh" ma io ho continuato a urlare "Aiuto". Allora lui mi ha puntato una pistola al collo. A quel punto ero terrorizzata».
Poi cosa è accaduto?
«Hanno portato i miei figli e le loro fidanzate nella mia camera. I banditi erano sei, forse otto».
Ha visto i loro volti?
«Erano vestiti di nero ed erano tutti coperti. Si vedevano solo gli occhi».
Ma vi hanno parlato?
«Ho sentito poche parole e l'accento mi sembrava dell'Est».
Come ha reagito Neil?
«Tutti e due i miei figli erano sotto shock, io pensavo solamente a loro. Speravo che non succedesse nulla. Per fortuna non ci hanno fatto del male, non ci hanno strattonati o picchiati».
Vi hanno chiusi dentro la stanza?
«No, ci hanno tolto i cellulari e li hanno gettati fuori dalla finestra, lanciandoli sui fiori del giardino. C'era uno di loro che faceva il piantone e ci guardava in faccia puntandoci la pistola contro. Parlava a un walkie talkie per comunicare con gli altri. Sono stati momenti terribili».
(...)
Quanto tempo, secondo lei, è durato il raid?
«Tra i sei e i dieci minuti al massimo ma a me è sembrato un tempo infinito. Prima di andarsene ci hanno detto di aspettare almeno venti minuti prima di muoverci da lì. Non abbiamo sentito alcun rumore di moto o macchina allontanarsi ma ci siamo alzati subito. Abbiamo trovato il telefono di Neil e con quello abbiamo chiamato la polizia».
Ha qualche sospetto su qualcuno? È successo qualcosa di strano nell'ultimo periodo?
«No, non è accaduto nulla di anomalo e mi fido molto di chi lavora in villa per noi».
Ha detto che vuole cambiare casa. Andrete a vivere in un'altra villa?
«Assolutamente no, da ora in poi solo appartamenti in condominio».
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