IL LIBRO DI MARIA ROSARIA BOCCIA SU RANUCCI E’ UN LIBRO…SULLA BOCCIA – L’EX AMANTE DI SANGIULIANO…
La guerra dei brevetti. Report 21.45 – Rai 3
Anche il governo Renzi si è accorto dell’importanza di brevetti e marchi e per questo ha inaugurato il patent box, uno sconto fiscale per non andare all’estero. Chissà se la Ferrari, il più importante marchio italiano nel mondo, deciderà di portare i suoi diritti in Olanda, dove ha già sede la sua holding, o rimarrà nel Belpaese, visto che qui dovrà pagare il 16%, mentre in Olanda si paga il 5%.
renzi marchionne elkann alla borsa per la quotazione di ferrari
L’Università di Roma ha stipulato un contratto con la società K-Cube che avrà in visione tutti i brevetti dell’ateneo e potrà così metterli sul mercato. Se il brevetto avrà successo, la Sapienza otterrà un utile fisso del 1,3 per cento. La K-Cube è presieduta da Marco Carrai, consulente del premier Renzi; nel cda è Alberto Bianchi, presidente della Fondazione Open gestita dal cerchio del premier.
Una guerra mondiale è in corso per accaparrarsi e difendere marchi e brevetti. In campo multinazionali e piccoli inventori, fondi di investimento, università e soprattutto legioni di avvocati. Si brevetta persino il movimento delle dita per allargare una foto sullo smartphone: Apple e Samsung se le sono date di santa ragione in tribunale per decidere chi lo ha pensato prima. Dietro un certificato che dice “questo l’ho inventato io” ci sono anni di ricerca, soldi e trafile burocratiche.
Vedremo come funziona l’Epo - Ufficio Europeo dei Brevetti, sede centrale a Monaco, l’ente europeo che rilascia i brevetti: il presidente Benoit Battistelli è al centro delle polemiche per i suoi rapporti con i dipendenti, in più - pur essendo un’eccellenza - l’Epo è poco soggetto a controlli esterni, con tutti i rischi che ciò comporta. Report racconterà anche le difficoltà e le prospettive di alcuni imprenditori italiani come l’inventore del tutor, in contenzioso con le Autostrade per stabilire chi detiene i diritti sull’idea.
Infine l’inchiesta illustrerà qual è l’impatto dei brevetti sulla sanità pubblica. Appena arrivato in Italia, nel 2014, il farmaco anti-epatite C Sovaldi (Sofosbuvir) costava 60 mila euro a paziente. In seguito alla mediazione dell’AIFA con l’azienda americana Gilead costerà 15 mila euro. Ancora troppo, se pensiamo al fatto che i malati italiani sono circa un milione e che occorrerebbero ben 15 miliardi per guarirli tutti.
Per via del brevetto è l’azienda produttrice che impone il prezzo, nonostante i costi di ricerca e sviluppo del farmaco siano enormemente inferiori (1 miliardo) ai ricavi realizzati dall’azienda nei due anni di commercializzazione (42 miliardi).
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