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OSCAR HORROR SHOW - IL PARTY POST OSCAR DI "VANITY FAIR", IL PRIMO SOTTO LA GUIDA DEL NUOVO DIRETTORE GLOBALE MARK GUIDUCCI, È STATO UN FIASCO – A FAR DISCUTERE, LA LISTA DEGLI INVITATI RIDOTTA ALL’OSSO (ESCLUSI GIORNALISTI, VOLTI TV E OSPITI “DI SECONDA FASCIA”, CON RARE ECCEZIONI), MA SOPRATTUTTO LE LUCI USATE PER ILLUMINARE IL RED CARPET, CHE METTEVANO IN RISALTO RUGHE, OCCHIAIE E RITOCCHINI FATTI MALE – UN DURISSIMO COLPO L’EGO RIGONFIO DEGLI SVIPPATI PRESENTI, CHE FANNO DI TUTTO PER APPARIRE “PERFETTI” – NON È PIACIUTA NEMMENO LA...

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Sintesi dell’articolo di Benjamin Svetkey per www.hollywoodreporter.com

 

mark guiducci e nicole kidman al party post oscar di vanity fair

Il debutto di Mark Guiducci alla guida del party degli Oscar di Vanity Fair si trasforma in un caso mediatico: una serata ambiziosa, ma segnata da scelte controverse, disorganizzazione e — soprattutto — un clamoroso errore tecnico che ha mandato in crisi le star.

 

Fin dal suo insediamento, Guiducci aveva puntato tutto sull’evento, convinto che la festa avesse perso smalto. La risposta è stata drastica: una lista invitati ridotta all’osso, con l’obiettivo dichiarato di avere «solo le star AAA». Come racconta una fonte interna: «Mark voleva solo il massimo livello. Deve aver rivisto la lista mille volte».

 

Il risultato è stato un taglio netto: esclusi giornalisti, volti televisivi e ospiti “di seconda fascia”, con rare eccezioni. Ma la selezione ha generato malumori anche tra le star: perfino Emma Stone ha commentato con sorpresa che «anche se sei nominata non significa che puoi andarci».

 

Il trasferimento della festa al LACMA, abbandonando la storica sede di Beverly Hills, si è rivelato un azzardo. Le nuove gallerie non erano pronte e l’evento è stato spostato in uno spazio meno prestigioso.

 

Gli ospiti VIP hanno criticato traffico, gestione e soprattutto la conduzione affidata a “influencer emcee”, giudicati inadeguati. Emblematico l’episodio in cui Kris Jenner ha chiesto ironicamente a un presentatore: «Come hai fatto a ottenere questo lavoro?».

kris jenner al party post oscar di vanity fair

 

Il vero scandalo, però, è stato l’impianto luci. Storicamente, il red carpet di Vanity Fair era celebre per un’illuminazione perfetta, capace di valorizzare chiunque. Quest’anno, invece, l’effetto è stato opposto.

 

«Era tutto così impietoso», racconta un insider. «Sembrava altissima definizione: si vedevano chili in più e rughe che prima venivano nascosti. Nessuno vuole essere fotografato così».

 

Un partecipante ha aggiunto: «Era così luminoso che sembrava di stare sotto luci da set», mentre un’altra ospite ha ironizzato: «Sembravano cento gradi, avevo vampate di calore».

 

Il problema? Nel trasferimento, qualcuno avrebbe dimenticato un elemento fondamentale: il dimmer.

 

Le immagini, una volta pubblicate, sono diventate virali su Instagram e TikTok, alimentando commenti sarcastici. A peggiorare la situazione, il classico red carpet è stato sostituito da una moquette grigia dall’effetto “domestico”, definita online come «un salotto di Long Island».

 

«Mi dispiace davvero per alcune di queste donne», ha commentato un invitato. «Una sembrava un personaggio di Diane Arbus… è tornata a casa e ha pianto».

 

jane fonda al party post oscar di vanity fair

Molte celebrità, il giorno dopo, hanno preferito condividere foto scattate altrove, come al party di Madonna e Guy Oseary.

 

Nonostante le polemiche, la serata ha comunque attirato grandi nomi e, secondo fonti interne, il clima è migliorato con il passare delle ore: «All’inizio sembrava sull’orlo di un esaurimento nervoso, poi si è rilassato».

 

Alla fine, Guiducci — in smoking verde su misura — è stato visto festeggiare con il compagno, mentre gli ospiti, pur critici, hanno mostrato una certa indulgenza.

 

«Ha avuto dei problemi, ma è anche la prima volta in questa location», ha commentato un partecipante. «Tornerò l’anno prossimo — ma spero non richiamino il lighting designer».

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