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Carlo Tecce per il “Fatto Quotidiano”
Quando ci sono notizie in giro – e fra Francia, Isis e Siria di notizie pullula il vertice G20 di Antalya in Turchia – occorre presidiare i luoghi giusti. Come spesso accade, però, in Rai esagerano. E non colpisce, ormai non più, il numero spropositato di inviati di Viale Mazzini: un cronista per testata più corrispondente e operatori con telecamera, una spedizione di dodici persone per telegiornali che poi offrono servizi pressoché identici.
Stavolta colpisce la spesa messa in preventivo, migliaia di euro – le tariffe superano i 500 euro a stanza – soltanto per dormire nei lussuosi alberghi a cinque stelle che stanno dentro la “zona rossa”, quella più controllata e senz'altro più prestigiosa.
CAMPO DALL ORTO E MONICA MAGGIONI
NON C'Èuna ragione di sicurezza che possa giustificare i due giorni agli hotel Regnum e Kaya Palace, fra piscine con palme e letti sontuosi, e non c'è un trattamento speciale riservato ai giornalisti partiti da Roma. Perché gli altri colleghi italiani, dalle televisioni concorrenti ai quotidiani nazionali incluse le agenzie più importanti, hanno trovato una confortevole sistemazione molto meno cara (circa 100 euro), in alberghi a pochi metri dalla “zona rossa”.
Anche i dodici di Viale Mazzini, arrivati sabato da Roma, per una notte hanno soggiornato nelle stesse strutture dei connazionali, poi il trasferimento nei cinque stelle per domenica e lunedì. Il motivo: il blasone, un capriccio, l'abitudine? No, più semplice: pernottare nella “zona rossa” consente di risparmiare qualche minuto all'ingresso per seguire gli incontri. Questione di comodità. Nient'altro.
Le regole di Viale Mazzini, tranne per situazioni eccezionali, vietano all'inviato l'utilizzo di hotel di lusso: per i cinque stelle, va informata l'azienda per ottenere l'autorizzazione. E quasi sempre il direttore generale non può sapere nulla. Ora Antonio Campo Dall'Orto, furibondo, fa trapelare che chiederà una dettagliata relazione agli uffici di Viale Mazzini.
L'ex capo di Mtv e La7 ancora non ha affrontato la vicenda delle nomine, attende i poteri di amministratore delegato che arriveranno con la riforma del servizio pubblico disegnata dal governo di Matteo Renzi. Ma entro dicembre, Campo Dall'Orto dovrà cambiare o confermare i direttori dei canali generalisti e dei telegiornali e radiogiornali, e decidere anche se applicare subito l' ac cor pam en to delle testate previsto da Luigi Gubitosi. A quel punto, precisano da Viale Mazzini, gli sprechi non saranno più tollerati.
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