DAGOREPORT - FERMI TUTTI! LA VITTORIA DI CALTAGIRONE AL PALIO BANCARIO DI SIENA NON APPARE…
1- VIVA LA NEVE!
Andrea Marcenaro per "il Foglio"
Leggete cos'è capitato a Gad Lerner: "Alla prima nevicata sul Monferrato, in cascina siamo rimasti senza elettricità a congelare trentasei ore, nell'attesa che l'Enel si decidesse a ripristinare il servizio andato in black out un po' dappertutto lì intorno. Ringraziando il cielo, avevamo appena tagliato legna abbastanza.
In seguito alla nevicata successiva, ho cumulato i seguenti disagi: un volo aereo mattiniero cancellato senza servizio bus per trasferirsi da Pescara a Fiumicino, mentre la linea ferroviaria adriatica si era paralizzata nella notte fra la Romagna e l'Emilia; treno veloce per Torino in ritardo all'andata e cancellato al ritorno... solo per un pelo ho evitato l'incontro ravvicinato, suggestivo ma molesto, con i lupi della Marsica". Ecco. E continuate, voi, continuate a parlar male della neve.
2- TRANS-MODERNI: GIORGIO ALMIRANTE, OGNI VOLTA CHE INCONTRAVA IL PRIMO DEI TRANSESSUALI D'ITALIA, OVVERO GIÒ STAJANO (BUONANIMA), NIPOTE DI ACHILLE STORACE, NONCHÉ ORGOGLIO DELLA PROGENIE ITALICA, "LE" FACEVA IL BACIAMANO
Pietrangelo Buttafuoco per "il Foglio"
A completamento del Riempitivo di ieri dove si raccontava del conciliabolo tra tre parlamentari di Fli - ovvero Italo Bocchino e Fabio Granata che scherzavano e l'attonito Roberto Menia che stava ad ascoltarli - a prosecuzione dell'annosa discussione riguardo alla opportunità di ammodernarsi frequentando transessuali preme qui ricordare che comunque, Giorgio Almirante, ogni volta che incontrava il primo dei transessuali d'Italia, ovvero Giò Stajano (buonanima), nipote di Achille Storace, nonché orgoglio della progenie italica, "le" faceva il baciamano non senza raccomandarsi: "Tanti saluti alla mamma". Ecco, così fa una destra veramente moderna. E quei tre, comunque, non sono proprio moderni (fanno sempre all'antica).
3- POVERO SOCRATE: HA DEDICATO UNA VITA INTERA ALL'ETICA, PER RITROVARSI AL BANO COME ADEPTO DELLA COTICA
Andrea Scanzi
per Il Fatto
Un prece per i 3 milioni di spettatori (11.37% di share) che hanno assistito martedì a Socrate - Il merito in tv. Prima serata, RaiUno. Il piccolo schermo non toccava simili abissi dai tempi di Excalibur di Socci. Al Bano - esempio di merito? - che racconta di quando comprava "gli ananas convinto che fossero carne" (povera Romina). Gigliola Cinquetti che devasta De Gregori. Uomini e donne comuni che recitano imbarazzati le loro storie, inframezzati da un Feltri che pontifica sul "buonismo del perdono".
Tiberio Timberi che incensa gli ospiti, con toni eccessivi pure per John Lennon. E Giancarlo Giannini - tu quoque - che, con analoga inflessione solenne, recita passi di Socrate e Napolitano (evidentemente "Re Giorgio" è ormai assurto al rango di filosofo sommo). Uno spettacolo senza ritmo né senso, impreziosito a centro studio da una statua surreale di Socrate. Ricurvo, triste e visibilmente deluso: ha dedicato una vita intera all'etica, per ritrovarsi Al Bano come adepto. Poveraccio.
Gad Lerner
Giorgio Almirante e un giovanissimo Italo Bocchino
stajano04 pz
ALBANO
Tiberio Timperi
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