pier luigi celli bruno vespa

 “VESPA SI COMPORTA DA PADRONE, MA ERA E RESTA UN MAGGIORDOMO” – L’EX DG DELLA RAI, PIER LUIGI CELLI SCORTICA “BRU-NEO” – “NON HO MAI VISTO ‘PORTA A PORTA’. È UN MIO VANTO. NEMMENO QUANDO ERO IN RAI. GUARDAVO TUTTO IL RESTO. QUELLO NO. NON CE LA FACEVO PROPRIO" - IL RECENTE EPISODIO CON IL DEM PROVENZANO? SE FOSSE SUCCESSO QUANDO C’ERO IO, LO AVREI LICENZIATO DI COLPO. È UN COMPORTAMENTO INCOMPATIBILE CON IL SERVIZIO PUBBLICO” - POI RACCONTA DI UN LORO INCONTRO NELLA SEDE RAI DI VIA TEULADA. "PRENDO L’ASCENSORE, SI APRONO LE PORTE. C’È BRUNO VESPA. MI GUARDA E DICE UNA SOLA PAROLA: ‘STRONZO!’"...

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Articolo di Tommaso Rodano per “il Fatto Quotidiano” - Estratto

 

“Per me Vespa è un maggiordomo”. Parola di Pier Luigi Celli, manager pubblico e privato, già direttore generale Rai tra il 1998 e il 2001. Uomo di apparato e insieme voce critica delle élite italiane, Celli ha attraversato la televisione pubblica in una delle sue fasi più instabili. Di Bruno Vespa ha un giudizio antico e insindacabile.

 

 

PIER LUIGI CELLI

 

Quando è stato il suo primo incrocio con Vespa?

Era il 1998. In consiglio di amministrazione discutemmo del numero di puntate di Porta a Porta.Erano quattro a settimana. Una parte voleva ridurre. Io mediai: togliamone una, per non dare l’idea di essere arrivati per punire qualcuno.

 

 

 

Finì lì?

Provammo a limitare la promozione dei suoi libri, che era molto pervasiva su tutti i canali. Cercammo di regolarla. In parte ci riuscimmo.

 

 

 

Vespa come la prese?

Non ne fu felice. Prima aveva carta bianca, faceva come gli pareva.

 

bruno vespa giuseppe provenzano

Lei però sostiene di non aver mai visto Porta a Porta.

Mai. È un mio vanto. Nemmeno quando ero in Rai. Guardavo tutto il resto, per capire cosa funzionava e cosa no. Quello no. Non ce la facevo proprio.

Eppure il giudizio è molto netto: “Un maggiordomo”.

Sì. Lo dissi anni fa, in un’intervista in un talk show della Rai. Per me resta così.

 

 

 

E lui come reagì?

Ho questa immagine di uno dei pochi nostri incontri. Era la sede Rai di via Teulada. Prendo l’ascensore, si ferma, si aprono le porte.C’è Bruno Vespa. Mi guarda e dice una sola parola: ‘Stronzo!’.

PIER LUIGI CELLI

 

(...)

 

 

Cosa pensa del recente episodio con il dem Provenzano?

Se fosse successo quando c’ero io, lo avrei licenziato di colpo. È un comportamento incompatibile con il servizio pubblico.

 

 

 

Secondo lei da dove nasce la protervia che lo porta a urlare in faccia a un parlamentare?

Dal fatto che si sente protetto, si sente padrone. Io i padroni, al pari dei maggiordomi, non li ho mai sopportati.

 

 

 

Vespa è un’anomalia della Rai o la sua rappresentazione più fedele?

È l’epitome della Rai. Nel bene e nel male. Forse più nel male. È insieme il simbolo e l’anomalia principale del sistema. È lì a prescindere da ogni considerazione di merito. Gli fanno presentare anche l’opera lirica. Per uno come me che ama l’opera, è come bestemmiare in chiesa.

bruno vespa giuseppe provenzanobruno vespa manda a fanculo un passeggero in treno 1bruno vespa giuseppe provenzano