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“ROCCO CASALINO È IL SOLO CHE HA SAPUTO DIFENDERE LA PROPRIA REPUTAZIONE DI STREGONE PENSANTE” – FRANCESCO MERLO: “SONO INVECE SPARITI GRILLO, DI MAIO E CASALEGGIO JR. E CONTE, LO SCONOSCIUTO AVVOCATICCHIO CHE TRUCCAVA IL CURRICULUM E ESORDÌ NIENTEMENO COME PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, SOLO INDOSSANDO LE MASCHERE DEL TRASFORMISMO CHE CASALINO GLI CONFEZIONAVA È SOPRAVVISSUTO VIA VIA RIMPICCIOLENDOSI. È DUNQUE RIMASTO IN PIEDI CASALINO, LA CUI PERSONALITÀ ERA QUELLA DI NON AVERE PERSONALITÀ MA DI FABBRICARNE UNA, CENTO, MILLE A CONTE. OGNI VOLTA CHE UN'EMINENZA GRIGIA SI METTE IN PROPRIO, CI SI ACCORGE PRESTO CHE IL CREATORE E SIGNORE DEL SUO SIGNORE DA SOLO NON CE LA FA. RIUSCIRÀ CASALINO AD AVERE UNA VITA PROPRIA SENZA UN SIGNORE A CUI DAR VITA?”
Dalla rubrica delle lettere di “Repubblica”
ROCCO CASALINO CON GIUSEPPE CONTE ALLA MANIFESTAZIONE DEL M5S CONTRO IL RIARMO
Caro Merlo, Rocco Casalino dirigerà un giornale online senza tradire il suo Conte che, ha detto da Gruber, «ce la fa da solo e non ha più bisogno di un gran capo della comunicazione». Lo affiancherà come giornalista nella sua corsa a diventare il candidato del centrosinistra contro Meloni. Con o senza Casalino per la sinistra è un incubo al quale, per la prima volta, non darei il mio appoggio, ammesso che interessi a qualcuno il voto di una vecchia insegnante di greco in pensione.
Laura Sorrentino, Torino
Risposta di Francesco Merlo
È un incubo, è vero. Ma se guarda nel retrovisore la confusa storia politica dei 5 stelle, si accorgerà che Casalino è il solo che ha saputo difendere la propria reputazione di stregone pensante, forse perché si era accucciato in una misteriosa biografia da poetastro maledetto che trasformava persino il Grande Fratello da scuola di volgarità in scuola di dialettica.
ROCCO CASALINO CON GIUSEPPE CONTE ALLA MANIFESTAZIONE DEL M5S CONTRO IL RIARMO
Sono invece spariti Grillo, Di Maio e Casaleggio jr (il padre morì troppo presto). E Conte, lo sconosciuto avvocaticchio che truccava il curriculum e esordì nientemeno come presidente del Consiglio, solo indossando le maschere del trasformismo che Casalino gli confezionava è sopravvissuto via via rimpicciolendosi come quel personaggio di Longanesi che diceva di sé: «Sono passato attraverso ogni specie di tendenza per cercarmi. E non riesco a trovarmi».
È dunque rimasto in piedi Casalino, la cui personalità era quella di non avere personalità ma di fabbricarne una, cento, mille a Conte. A parte qualche eccezione come Giuliano Amato e Giuliano Ferrara ogni volta che un'eminenza grigia esce dalla dimensione segreta e si mette in proprio, ci si accorge presto che il creatore e signore del suo signore da solo non ce la fa. Riuscirà Casalino ad avere una vita propria senza un signore a cui dar vita? Gli facciamo, sinceramente ma non politicamente, gli auguri perché fondare un giornale è, comunque, una scelta nobile, coraggiosa e controcorrente.
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