SCIOPERO DEL CAZZO - I FARMACISTI OSPEDALIERI PER PROTESTA CONTRO IL DECRETO LIBERALIZZAZIONI HANNO DECISO DI SOSPENDERE LA VENDITA DI VIAGRA! - NEL PROVVEDIMENTO È PREVISTA L’APERTURA DI CINQUEMILA NUOVE FARMACIE IN ITALIA MA È UN CONCORSO SENZA ESAME E A QUELLI CHE LAVORANO NEGLI OSPEDALI VIENE ASSEGNATO UN PUNTEGGIO CHE È QUASI LA METÀ DI QUELLO RICONOSCIUTO AI GESTORI DI FARMACIE PRIVATE O PARAFARMACIE…

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Davide Desario per "il Messaggero"

O cambia il decreto sulle liberalizzazioni o dalla prossima settimana scatterà lo sciopero del Viagra. È l'aut aut dei farmacisti ospedalieri, tremila in tutta Italia di cui duecento solo a Roma, al governo Monti «colpevole» di aver varato una legge che li penalizza fortemente e gli precluderà la possibilità di aggiudicarsi le nuove farmacie previste dalla liberalizzazione. La rivolta parte proprio dalla Capitale, dove martedì si è svolta una affollata riunione al termine della quale è stata decisa l'iniziativa di protesta.

Una protesta eclatante: stop alla distribuzione di farmaci per le disfunzioni erettili.
In prima linea ci sono, appunto, i dirigenti pubblici che gestiscono le farmacie di ospedali e Asl. «La legge così come è stata pensata dal governo Monti - spiega il dottor Pietro Motta - è contro il merito. Proprio noi che controlliamo e vigiliamo sull'operato delle farmacie private convenzionate con il servizio sanitario pubblico veniamo penalizzati».

E spiega: «Il decreto prevede l'apertura di cinquemila nuove farmacie in Italia. Ma è un concorso per titoli, senza esame. E per la nostra posizione ci viene assegnato un punteggio che è quasi la metà di quello dei colleghi che gestiscono farmacie private o parafarmacie». Insomma, anche se nella teoria non gli viene preclusa la partecipazione al concorso, nella pratica, secondo loro, non riusciranno mai e poi ai a entrare in graduatoria.

Così i farmacisti ospedalieri hanno deciso una protesta clamorosa e provocatoria: «Solo noi possiamo erogare farmaci ad alto costo come quelli biologici e farmaci ad alto rischio come ad esempio gli antitumorali - dice Giovanni Maria Pellecchia, del sindacato nazionale farmacisti ospedalieri - Certo non potevamo interrompere la distribuzione di questi prodotti. E allora abbiamo scelto l'unico possibile: il farmaco per la disfunzione erettile».

Un problema non da poco. Che riguarda molte delle persone sottoposte a interventi alla prostata o colpiti da lesioni muscolari specifiche e che utilizzano Viagra o farmaci analoghi costantemente con la prescrizione dello specialista. «Non chiediamo di avere un punteggio più alto degli altri - conclude Romina Pagliaro - ma almeno di essere equiparati ai nostri colleghi».

 

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