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QUANTE BUFALE SUL REFERENDUM: DA ILARIA SALIS E ABOUBAKAR SOUMAHORO CHE SI  ABBRACCIANO ESIBENDO UN CARTELLO “VOTA NO AL REFERENDUM” AL CASO DEL MAGISTRATO PIERGIORGIO MOROSINI ACCUSATO FALSAMENTE IN ALCUNI POST RICONDUBILI A FRATELLI D’ITALIA, LA CAMPAGNA PER IL SI’ E’ COSTRUITA SU FAKE NEWS E SU FOTOMONTAGGI REALIZZATI DALL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER COLPIRE GLI AVVERSARI - CHI CONTROLLA LA CAMPAGNA SUL REFERENDUM? IN QUESTO CLIMA UNO DEI BERSAGLI PIÙ RICORRENTI È DIVENTATO ANCHE NICOLA GRATTERI. IERI IL PROCURATORE DI NAPOLI HA PARLATO DI “CONTINUE DIFFAMAZIONI"

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G.F. per “la Repubblica”  - Estratti

 

ILARIA SALIS E SOUMAHORO - FOTO GENERATA DALL IA

Ma davvero Ilaria Salis e Aboubakar Soumahoro si abbracciano sorridenti esibendo un cartello «Vota no al referendum»?  No. Eppure quell'immagine – costruita con l'intelligenza artificiale – ha raccolto centinaia di migliaia di visualizzazioni. È rimbalzata da una piattaforma all'altra come se fosse una foto reale, trasformando un fotomontaggio in argomento politico: due protagonisti assai invisi all'elettorato di centrodestra insieme per la campagna referendaria. Poco importa che non si siano mai incontrati e che non sia nemmeno chiaro per cosa, e se, voterà Soumahoro. 

 

Lo stesso schema si ripete sotto i post più virali a favore del Sì. Centinaia di profili compaiono a commentare con frasi identiche, hashtag sovrapponibili, slogan in serie. Account senza follower, senza storia, senza relazioni. Si saranno iscritti tutti insieme solo per intervenire sul referendum? 

 

Poi c'è il caso del magistrato Piercamillo Morosini. In alcuni post riconducibili a Fratelli d'Italia si è sostenuto che il magistrato, autore di un libro critico sulla riforma della giustizia, fosse l'estensore della sentenza che ha stabilito un risarcimento per Sea Watch. Un risarcimento legato, tra l'altro, a un ritardo del ministero dell'Interno e non a una scelta politica sull'immigrazione. Ma il punto è un altro: Morosini è presidente di sezione e non ha scritto quella sentenza. Ecco allora la domanda: chi controlla la campagna sul referendum? 

 

GIORGIA MELONI E LO STOP DELL ACORTE SUPREMA AI DAZI - VIGNETTA BY TUBAC

In questi giorni su molti post sono comparsi i bollini di "fake news" accanto a contenuti che accompagnavano la propaganda sul voto. «I giudici che rimettono in libertà i clandestini», ecco perché bisogna votare Sì per "rimettere ordine". Ma il referendum non modifica le leggi sull'immigrazione né interviene sulle singole decisioni cautelari. Emblematico è il caso di Torino. Dopo le tensioni legate all'area anarchica dell'Askatasuna, sui social si è scritto che «i magistrati li hanno liberati» e che proprio per questo occorra la separazione delle carriere. In realtà la procura aveva chiesto il carcere e il giudice ha deciso diversamente. 

 

In questo clima uno dei bersagli più ricorrenti è diventato anche Nicola Gratteri. Ieri il procuratore di Napoli ha parlato di «continue diffamazioni» da quando è intervenuto sul referendum e ha risposto con i numeri: «Nel 2025 l'85% delle ordinanze cautelari richieste dalla Procura di Napoli è stato confermato dal Riesame; le sentenze confermate sono salite al 73%, contro una media nazionale del 51%. Le opinioni restano opinioni, i numeri sono ostinati». [...]

PIERGIORGIO MOROSINIPIERGIORGIO MOROSINI

carlo nordio e nicola gratteri