RIMPASTONE DI NATALE - RENZIE FONZIE VUOLE RIMODELLARE IL GOVERNINO SOSTITUENDO UN PO’ DI MINISTRI RISCALDATI - LA SFIDA A RE GIORGIO: SFANCULARE IL PAGGETTO DEL COLLE QUAGLIARIELLO

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1 - DAGOREPORT
Volli, sempre volli, tremendamente volli (versione corretta: "volli ,e volli sempre, fortissimamente volli"). No, non è Vittorio Alfieri che risponde alla lettera di Ranieri de' Calzabigi , è il Matteuccio nazionale. Fonzie questa volta si ispira a Vittorio Alfieri che considera suo concittadino d'azione perché fuggito dalla rivoluzionaria Parigi si accampò proprio a Firenze. Volli che, Matteu'? Elementare Watson, direbbe Sherlock Holmes.

Il rimpasto. Oggi se ne accorge anche Repubblica . De Marchis scrive che Enrichetto pressato da Fonzie starebbe pensando ad un rimpasto. Le caselle in procinto di cambiare titolare sempre le solite : Economia, Sviluppo economico, Lavoro, Riforme. Dimenticando la Giustizia perché la ministrona è già out.

Il rimpasto fortissimamente voluto da Matteuccio rischia, secondo Repubblica, di diventare come l'incompiuta di Schubert. Il salto di Quagliariello potrebbe restare al suo posto scudato da Bella Napoli. Per Fabrizio Saccodanni - udite udite - sarebbe addirittura impossibile la rimozione forzata perché è "un peso massimo" ( e si vede).

"La sua credibilità all'estero e l'importanza del suo ruolo rendono praticamente impossibile attaccare quella poltrona" scrive Repubblica . De Marchis, che in gioventù è stato un bravo cronista sportivo, dovrebbe conoscere la differenza tra un peso massimo e un peso piuma. Come è classificato oltreconfine er Pappagorgia di casa nostra .

2 - E LETTA STUDIA IL RIMPASTO DI GENNAIO RENZI: ASPETTO LE PROPOSTE E VALUTERÃ’
Goffredo De Marchis per "la Repubblica"

Accanto alla partita della legge elettorale e del patto di coalizione, Enrico Letta vuole giocare quella del rimpasto di governo. Ma sulla sostituzione di alcuni ministri si misurerà la possibilità di tenuta fino al 2015. Ed è un passaggio che ha già fatto capolino nei colloqui con Matteo Renzi.

«Mi tengo fuori da certe liturgie della vecchia politica. Non sarò io a fare una questione di nomi con Enrico. Semmai sono pronto ad ascoltare quello che ha dirmi... «, spiega il segretario del Pd. A Palazzo Chigi fanno capire che il discorso, in verità, ha fatto un po' di strada, che le proposte sono arrivate a destinazione. «Il rimpasto? Non lo escluderei », risponde un uomo molto vicino al presidente del Consiglio.

Non sono più solo voci. C'è un piccolo segnale sicuro, per esempio. Due giorni fa Letta ha
ricevuto una delegazione del Psi. «Da gennaio voi entrate al governo, avrete una vostra rappresentanza come gli altri partiti della coalizione», ha annunciato il premier al segretario socialista Riccardo Nencini. Parlava dei posti di sottosegretari e viceministri rimasti scoperti dopo l'uscita di Forza Italia.

Al Psi toccherà forse riempire quelle poltrone. Ma mettere mano a quei ruoli può comportare un riequilibrio generale del governo. «Per scaramanzia - ripeteva ieri alla Camera Letta - aspetto di superare lo scoglio della legge di stabilità. Poi ragioneremo del dopo ». Altri segnali non sono così certificati, ma dicono che è quella la strada scelta dal premier per rafforzare l'esecutivo, impegnare di più il Pd renziano e garantirsi una navigazione tranquilla fino alla primavera del prossimo anno. I capigruppo del Pd sono stati allertati: devono tenersi pronti a valutare con deputati e senatori un cambio di passo e di facce. «Un impegno concreto a realizzare i punti del nuovo programma - spiega un renziano - passa anche da una modifica del profilo di governo. Matteo non farà mai una richiesta del genere ma Letta sa che agevolerebbe la sua azione».

Nel mirino dei fedelissimi del segretario, oltre ai ministri del Nuovo centrodestra, c'è soprattutto Fabrizio Saccomanni. Dopo il caso delle slot-machine, con l'emendamento fermato da un diktat di Renzi, ancora di più. Ma il titolare del Tesoro è un peso massimo.

La sua credibilità all'estero e l'importanza del suo ruolo rendono praticamente impossibile "attaccare" quella poltrona. Renzi invece vorrebbe il cambio al ministero delle Riforme o addirittura la sua abolizione. Per escludere Gaetano Quagliariello ma soprattutto per mandare un messaggio a Giorgio Napolitano che con l'esponente di Ncd ha un filo diretto. Per lo stesso motivo è probabile che Quagliariello resti al suo posto.

Più semplice sembra la sostituzione di Flavio Zanonato al dicastero dello Sviluppo e di Enrico Giovannini al Lavoro. Una volta condotto in porto il ddl sulle province, Graziano Delrio, renziano della prima ora, potrebbe essere promosso. Così come sembra destinato a un posto da ministro il predecessore di Renzi Guglielmo Epifani, che viene considerato vicino sia a Letta che a Renzi.

Il rimpasto non è soltanto una pratica antica. È anche un metodo complicato, che riserva delle sorprese e possibili trappole. Va armonizzato con tutte le forze della maggioranza e con le proposte del patto di governo. Che secondo il presidente del Consiglio devono partire dal reperimento di risorse per tagliare la tasse sul lavoro. Il governo ha pronto il piano per il rientro dei capitali usciti illegalmente. Il pm Francesco Greco ha consegnato il pacchetto di interventi. Niente condono, solo sconti sulle sanzioni penali e la speranza di trovare subito dei soldi freschi.

 

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