DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON…
“SONO STATO SEGATO PER IL QUIRINALE. MA A ME PIACEVA FARE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO. QUANDO PASSO DA PIAZZA COLONNA HO ANCORA NOSTALGIA” – ROMANO PRODI, INTERVISTATO A BOLOGNA ALLA FESTA PER I 150 ANNI DEL "CORRIERE DELLA SERA", SPARA L'ENNESIMA BORDATA CONTRO ELLY SCHLEIN (“L’OPPOSIZIONE NON È PRONTA A OFFRIRE UN’ALTERNATIVA DI GOVERNO. NON SONO D'ACCORDO CON LE PRIMARIE PRIMA DEL PROGRAMMA”) E CONTRO GIORGIA MELONI: “STACCARSI COME UNICO PAESE DAL PATTO DI STABILITÀ SAREBBE UN ERRORE DA SOMARI. VA CAMBIATO, MA DA TUTTI” – "L’ATTACCO DI TRUMP A MELONI? HA FATTO UN FAVORE ALLA PREMIER PERCHÉ…”
Francesco Rosano per https://corrieredibologna.corriere.it/notizie/politica/26_maggio_05/romano-prodi-sono-stato-segato-alla-presidenza-della-repubblica-ma-ho-nostalgia-di-palazzo-chigi-trump-con-il-suo-attacco-ha-ff7c4867-475f-4579-954f-e8b43c8f9xlk.shtml - Estratti
«Mi chiede se al centrosinistra serve un altro Prodi? No, ce ne vuole uno migliore! Il passato non si ripete, ma la battaglia politica è bella… Quando mi hanno segato alla Presidenza della Repubblica a me non piaceva fare il Presidente della Repubblica, ma il presidente del Consiglio. E confesso che quando passo da piazza Colonna ho ancora una certa nostalgia…».
Ospite della masterclass con gli studenti dell’Ateneo bolognese organizzata dal Corriere della Sera per i celebrare a Bologna i 150 anni del quotidiano, Romano Prodi si confessa a tutto tondo al caporedattore centrale quotidiano, Marco Ascione. Senza risparmiare critiche al governo, che chiede alla Ue di allentare il Patto di stabilità per i costi dell’energia («Farlo da soli darebbe un errore gravissimo, da somari»); né all’opposizione di centrosinistra, che sogna la rivalsa elettorale («Non è pronta a offrire un’alternativa, ma non lo sono neanche il governo e la maggioranza»).
Il Professore non ha cambiato idea da quando, all’alba del Patto di stabilità, dichiarò a Le Monde quello che pensa ancora oggi: «È stupido, perché il deficit ci vuole quando devi spingere avanti l’economia.
Ma i tedeschi volevano una disciplina fissa». Ma ancora più stupido, sottolinea l’ex presidente del Consiglio dopo le richieste del governo a Bruxelles, «è staccarsi come unico Paese dal Patto di stabilità. Va cambiato, ma da tutti i Paesi, sennò uno fa la figura del somaro della classe».
Sui rapporti con gli Usa e sullo “strappo” tra Donald Trump e Giorgia Meloni, sigillato da un’intervista del Corriere della Sera al presidente statunitense, l’analisi di Prodi è netta: «A Meloni ha fatto un favore, perché l’opinione pubblica non ne può più di Trump». Poco importa che la premier avesse attaccato il Professore proprio perché le aveva imputato di essere troppo obbediente a Trump: «Stavo facendo il minestrone, sapete noi anziani… e ho sentito dalla tv che ce l’aveva con me. Ma adesso lui le ha tolto il problema».
E poi c’è il centrosinistra, con cui il Professore è anche meno tenero. Padre nobile sì, ma d’altri tempi e d’altri metodi.
L’opposizione «non è pronta a offrire un’alternativa di governo. Prima di tutto perché non si sa con quale legge elettorale si va», sottolinea Prodi, acuto sostenitori dell’uninominale: «L’unico sistema che salva la democrazia». Perché toglie potere ai segretari di partito e lo restituisce agli elettori. E invece, nella situazione in cui siamo, «i dirigenti dei partiti parlano solo tra di loro e non c’è grande dialogo con il Paese per stabilire insieme il programma. Io ho fatto un anno in giro per l’Italia con un pullman scassato.
Questo bisogna fare, altrimenti ci si ripiega sempre su se stessi». Ma chi rischia di essere oggi il Fausto Bertinotti che fa saltare il banco del centrosinistra? «Se non c’è un accordo serio e preventivo, tutti», allarga le braccia il Professore, che mette in guardia il campo largo dalla trappola di primarie pasticciate. «Io non sono d’accordo con le primarie prima del programma.
prodi bertinotti
franco reviglio, romano prodi e gianni agnelli foto lapresse
ROMANO PRODI A OTTO E MEZZO
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