BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A…
Carlo Tarallo per Dagospia
Se non è “vincenzostaisereno” poco ci manca: Matteo Renzi rompe il silenzio sulla vicenda che riguarda Vincenzo De Luca. Il premier, al termine del Consiglio dei Ministri, commenta l’inchiesta che vede coinvolto il governatore della Campania. “La magistratura faccia il proprio corso e il presidente della regione governi la Campania. Abbiamo molta fiducia nella magistratura, ma il presidente della Regione ha la titolarità, il diritto e il dovere di governare quella terra. Siamo assolutamente certi - aggiunge Renzi - che il mandato che ha ricevuto sia pieno e che, di conseguenza, ha davanti a sé sfide di grande impatto, perché la Campania è una regione chiave per il futuro del Sud e del Paese”.
VINCENZO DE LUCA - MATTEO RENZI
Poi il passaggio che richiama la sorte di Ignazio Marino e che fa tremare lo sceriffo di Salerno: “Pur rispettando - prosegue il premier - valutazioni e polemiche, leggo di imbarazzi e discussioni che rispetto, non mi muovo dalla solita posizione: De Luca governi. Ho detto in passato, rispetto ad altre persone, se ne è capace. Lo confermo. Ma se c'è una persona che può fare della Terra dei Fuochi e di Bagnoli una sfida decisiva questa è De Luca: sono certo che con De Luca queste due partite saranno sbloccate”.
Ma c’è un’altra notizia che sparge sale sulle ferite del Pd e chiama in causa direttamente il Governo, e in particolare il Ministro della Giustizia Andrea Orlando. La ha pubblicata sul suo blog (www.angelacappetta.it) la giornalista salernitana Angela Cappetta, esperta di vicende giudiziarie e da sempre informatissima su Vincenzo De Luca.
“Il ministro Orlando - scrive Cappetta - che di recente ha ammesso la sua contrarierà alla candidatura di Vincenzo De Luca (indagato per concussione per induzione), era al corrente dell’inchiesta della Procura di Roma sulla “trattativa salva De Luca” Il procuratore capo Giuseppe Pignatone lo aveva messo al corrente, inviandogli gli atti della squadra mobile di Napoli, il 2 ottobre scorso, 17 giorni prima - dunque- della perquisizione a casa e nell’ufficio dell’ex capo staff Nello Mastursi.
Gli atti trasmessi al Ministero della Giustizia - ma anche alla Cassazione, al Csm, e alla Procura Generale della Corte d’Appello di Roma - sono le decine di intercettazioni telefoniche e ambientali raccolte dalla squadra mobile dal 16 luglio al 7 settembre scorso, periodo in cui il governatore - conclude la Cappetta - deve dividersi tra la grana dei ricorsi intentati contro la sospensione dettata dalla Legge Severino e le nomine in sanità”.
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