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Domenico Ferrara per "Il Giornale"
Angela Merkel ci ha provato. Come sempre. L'idea di comandare in casa nostra e di mettere le mani sull'Europa non ha mai abbandonato il cancelliere tedesco. Che ieri, al Bundestag, ha subito fatto sua la proposta lanciata dal ministro tedesco all'Economia Wolfgang Schaeuble che prevede l'istituzione di un supercommissario europeo.
Insomma, una sorta di imperatore europeo che controlli i conti dei paesi membri. Frau Merkel lo aveva detto chiaro e tondo: "La Germania è favorevole che si accordi un effettivo diritto di ingerenza sui bilanci nazionali". Alla faccia della sovranità nazionale.
Peccato però che sembrano finiti i tempi in cui la cancelliera tedesca dettava legge senza che nessuno aprisse bocca. Perché dopo il no incassato dal presidente francese Francois Hollande, il quale ha gelato la Merkel spiegando che "l'oggetto della riunione non è l'unione di bilancio ma l'unione bancaria", che "non è ancora tempo per aprire un nuovo trattato" e che non devono prevalere "le ragioni elettorali" (la Germania si avvicina alle elezioni), la Merkel si è beccata pure quello del premier Mario Monti.
Che, lasciando il palazzo del Consiglio di Bruxelles a tarda notte, si è detto contrario al supercommissario spiegando che lo stesso presidente della Commissione, Josè Barroso, "ha chiarito come già il commissario per gli Affari Economici e Monetari abbia poteri speciali all'interno della Commissione, che in effetti superano quelli spesso mitizzati del commissario alla Concorrenza. Barroso ha anche rilevato che se in passato ci sono stati problemi non è stato per la debolezza delle decisioni prese dalla Commissione, ma è stato perché in questa materia le decisioni sono soggette all'approvazione del Consiglio. Quindi non paiono necessari a nessuno a questo punti nuovi meccanismi o super commissari".
Su un punto però i tre leader si sono trovati d'accordo: quello della supervisione bancaria nell'eurozona che partirà nel 2013 e all'inizio del 2014 "coprirà " tutte le seimila banche di Eurolandia. Tale supervisione sarà affidata alla Bce, che dovrà tenere separate la politica monetaria e l'attività di supervisione e dovrà rispondere al Parlamento europeo.
Una cosa è riuscita a ottenerla anche Angela Merkel e si tratta del rinvio dell'avvio della ricapitalizzazione diretta delle banche in difficoltà da parte del fondo salvastati Esm a quando la vigilanza sarà davvero operativa. Una magra consolazione, però.
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