DAGOREPORT - FERMI TUTTI! LA VITTORIA DI CALTAGIRONE AL PALIO BANCARIO DI SIENA NON APPARE…
SONO VENUTE A GALLA TUTTE LE MAGAGNE DI FORZA ITALIA – IL PARTITO HA LA GUIDA DELLE DUE REGIONI DEL SUD, CALABRIA E SICILIA, IN CUI PIÙ FORTE E INATTESA È STATA LA VITTORIA DEI "NO" – SORGI: “TRA LE RECENTI REGIONALI CALABRESI IN CUI IL GOVERNATORE OCCHIUTO È STATO RICONFERMATO A FUROR DI POPOLO E LE URNE DI DOMENICA SCORSA SONO MANCATI ALL'APPELLO DEL "SÌ" 150 MILA VOTI, SEGNO O DI SCARSO IMPEGNO DELLA MACCHINA DEL PARTITO O DI PERDITA DI CONTATTO CON UN'OPINIONE PUBBLICA CHE HA MANIFESTATO DISSENSO RISPETTO ALLA RIFORMA” – “NEI SONDAGGI L'EX-PARTITO DEL CAV È SCESO SOTTO L'8%, PERCENTUALE CHE, SEMPRE A GIUDIZIO DI MARINA BERLUSCONI, SEGNALA SCARSA PERSONALITÀ, ECCESSIVA ACQUIESCENZA AI DESIDERI DI MELONI, CHIUSURA NEL PALAZZO”
Estratto dell’articolo di Marcello Sorgi per “la Stampa”
MARINA E PIER SILVIO BERLUSCONI
La scelta di Stefania Craxi come nuovo capogruppo dei senatori di Forza Italia inaugura l'operazione rinnovamento più volte incoraggiata da Marina Berlusconi e ormai non più rinviabile, a giudizio della figlia del Fondatore, il cui nome, a quasi tre anni dalla scomparsa, campeggia ancora nel simbolo del partito.
Benché sollecitato, Tajani anche stavolta aveva provato a resistere. Ma non c'è riuscito: la sconfitta al referendum ha investito infatti non solo Fratelli d'Italia […] Ma anche Forza Italia, che ha la guida delle due regioni del Sud, Calabria e Sicilia, in cui più forte e inattesa è stata la vittoria dei "No".
FRANCESCA PASCALE TAJANI MARINA BERLUSCONI
Solo per dare un'idea: tra le recenti elezioni regionali calabresi in cui il governatore Occhiuto è stato riconfermato a furor di popolo e le urne di domenica scorsa sono mancati all'appello del "Sì" 150 mila voti, segno o di scarso impegno della macchina del partito o di perdita di contatto con un'opinione pubblica che ha manifestato dissenso rispetto alla riforma voluta dal governo, rifiutandola.
Inoltre nei sondaggi l'ex-partito del Cavaliere è sceso sotto l'8 per cento, percentuale che, sempre a giudizio di Marina B., segnala scarsa personalità, eccessiva acquiescenza ai desideri di Meloni, chiusura nel Palazzo, assenza sul campo liberale dei diritti […]
Si sta insomma materializzando il braccio di ferro che da tempo era nell'aria tra la figlia prediletta di Berlusconi, che pur non volendosi impegnare in politica in prima persona considera il partito come parte dell'eredità del padre e come una missione che non può essere abbandonata a se stessa, tanto che la famiglia continua a sostenerlo anche economicamente, da una parte; e dall'altra l'attuale vertice, che fa capo al vicepresidente del consiglio e ministro degli Esteri, e ritiene che Forza Italia non possa essere governata dall'alto in modo dinastico, ma debba andare al più presto a un congresso, preceduto da una serie di assise regionali, che con molte probabilità si concluderebbero con la conferma del leader e del gruppo dirigente a lui legato.
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