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DORMIRE POCO CI RENDE DELLE PERSONE DI MERDA - SECONDO UNO STUDIO, UN SONNO DI CATTIVA QUALITÀ RENDE PERSONE POCO EMPATICHE E MENO CAPACI DI USCIRE MENTALMENTE DAL PROPRIO PUNTO DI VISTA PER ASSUMERE QUELLO DI ALTRE PERSONE - AL CONTRARIO, UN SONNO DI BUONA QUALITÀ FAVORISCE ATTEGGIAMENTI EMPATICI E FAVOREVOLI ALLO SCAMBIO INTERPERSONALE - E VISTO CHE DA ANNI SI STA ASSISTENDO A UN PROGRESSIVO PEGGIORAMENTO DEL RIPOSO…
Estratto dell’articolo di Danilo Di Diodoro per “Salute – Corriere della Sera”
È un’esperienza comune che dopo una notte in cui si è dormito poco e male si è più nervosi, scontrosi, meno predisposti a relazionarsi con gli altri. Un rilievo empirico che una ricerca pubblicata sull’ International Journal of Clinical and Health Psychology esplora con metodo scientifico, giungendo alla conclusione che un sonno di cattiva qualità rende effettivamente le persone poco empatiche e meno capaci di uscire mentalmente dal proprio punto di vista per assumere quello di altre persone. Al contrario, un sonno di buona qualità è un elemento di promozione di atteggiamenti empatici e favorevoli allo scambio interpersonale.
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attraverso il primo studio si è scoperto che le persone con una qualità inferiore di sonno avevano in generale punteggi più bassi alle scale per l’empatia, e attraverso il secondo studio si è scoperto che le persone appartenenti al gruppo di sonno interrotto avevano punteggi più bassi alle scale per la rilevazione della sensibilità empatica e della tendenza a prendere decisioni di tipo prosociale.
«La letteratura scientifica riguardante i rapporti tra i vari stadi del sonno e la regolazione emotiva ci fornisce una chiave di lettura del meccanismo che sottostà all’effetto del sonno di cattiva qualità sull’empatia» dicono gli autori della ricerca, coordinati da Alex Gileles- Hillel della Faculty of Medicine della Hebrew University of Jerusalem, in Israele.
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Purtroppo quantità e qualità del sonno tendono da molti anni verso un progressivo peggioramento, un elemento che potrebbe in parte contribuire a spiegare le crescenti difficoltà relazionali che molti riscontrano nella società contemporanea di stampo occidentale.
Si calcola che tra il 15 e il 20 per cento della popolazione adulta soffra di insonnia, di un sonno frammentato o di quantità insufficiente. Alcune categorie di persone sono particolarmente esposte, come i genitori di bambini piccoli, gli anziani, i lavoratori che fanno turni durante la notte, persone che soffrono di apnee del sonno.
Ma a chiunque può capitare di avere periodi di sonno di cattiva qualità o insufficiente, quando si attraversano periodi di vita particolarmente stressanti. E quando le difficoltà di sonno diventano prolungate, possono emergere anche conseguenze per la salute fisica, con l’aumento di rischio cardiovascolare, depressione e decadimento cognitivo.
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