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“CIAO MISTER, NELLA FOTO CON I TIFOSI HO RIVISTO I TUOI OCCHI VISPI. AVREI VOLUTO ESSERCI IO CON LORO PER DIRTI GRAZIE” - ALDO SERENA SCRIVE UNA LETTERA AL SUO VECCHIO ALLENATORE GIOVANNI TRAPATTONI, CHE HA COMPIUTO 87 ANNI, E RICORDA QUANDO ALL'INTER LASCIÒ IL RITIRO RISCHIANDO LA ROTTURA TOTALE: “LA MATTINA SUCCESSIVA NON MI HAI DEGNATO DI UNO SGUARDO, E PARLANDO ALLA SQUADRA NELLO SPOGLIATOIO HAI DETTO: ‘ALDO HA MANCATO DI RISPETTO A ME, A VOI E AL PRESIDENTE E PAGHERÀ UNA MULTA CHE RICORDERÀ PER TUTTA LA VITA. NON MI HAI PIÙ PARLATO A QUATTR’OCCHI, PER PIÙ DI UN MESE. MI AVEVI…”
Lettera di Aldo Serena a Giovanni Trapattoni pubblicata dal Corriere della Sera
Ciao mister, e scusa se ti do del tu, ma nemmeno io sono più un ragazzo. Il tuo compleanno, tra la foto con un paio di tifosi davanti a casa tua e il video che hai inviato a chi ti aveva mandato gli auguri fra i tuoi ex giocatori, è stato una bella occasione per ritrovare, con emozione, quegli occhietti vispi che non vedevo da tanto tempo, quello sguardo vivace di 40 anni fa con il quale mi hai accolto alla Juventus e che non è mai cambiato.
aldo serena giovanni trapattoni
Era l’estate 1985 e mi spiegavi che cosa avresti voluto da me e quale era la filosofia della società; mi parlavi come fossi un campione o come tu avresti voluto che fossi, perché io di certo non mi sentivo tale.
Mi avevi galvanizzato e responsabilizzato. Dopo quel colloquio mi ero sentito protagonista di quel gruppo, un elemento importante sul quale puntavi molto. Non ero abituato ad avere un allenatore così dialogante, sempre in cerca di una chiave di apertura dell’animo dei suoi giocatori. Eri sorprendente per il rispetto che avevi nei confronti del lavoro di tutti; parlavi con lo stesso tono, lo stesso riguardo e la stessa disponibilità con il magazziniere come con il presidente.
Mi hai voluto alla Juve e poi all’Inter. Il nostro è diventato un legame forte; un po’ in ritardo ho capito che la nostra sintonia nasceva da un humus sociale simile, anche se di generazioni diverse.
aldo serena giovanni trapattoni
Come avevano fatto i miei genitori, mi hai insegnato il rispetto per chi lavora, per chi si impegna, per chi fa le cose con coscienza. Ho ammirato la tua capacità di mediazione, la volontà di razionalizzare, di prenderti del tempo per non sbagliare le scelte. Evitare che la fretta ti faccia cadere nell’emotività è una dote fondamentale per chi, come te, ha sempre guidato gruppi di forte personalità, ma questo non ti impediva di reagire ai soprusi in maniera decisa, perché faceva parte del tuo carattere.
Quella sera, in ritiro precampionato, quando me ne sono andato senza avvertire nessuno, ho rischiato la nostra rottura totale. Dopo cena, mi ero allontanato dall’albergo ed ero tornato a mezzanotte. Il presidente Pellegrini a sorpresa era arrivato in albergo per salutarci e io non c’ero.
La mattina successiva non mi hai degnato di uno sguardo, e parlando alla squadra nello spogliatoio hai detto: «Aldo ha mancato di rispetto a me, a voi e al presidente e pagherà una multa che ricorderà per tutta la vita. Non mi hai più parlato a quattr’occhi, per più di un mese. Mi avevi «squalificato».
Poi un sabato sera sei entrato nella mia camera e la sensazione è stata quella di uno sguardo benevolo sul tuo volto. Gli angoli delle labbra un po’ più alti e un accenno di sorriso.
Mi hai chiesto: «Perché Aldo? Perché mi hai fatto questo?» E io: «Ho sbagliato, mister, non ho attenuanti; ero in un momento di vita complesso, difficile». È arrivata l’assoluzione: «Avresti potuto parlarmi, dirmi che cosa stava succedendo e magari ti avrei dato un permesso. Adesso chiudiamo la faccenda e guardiamo avanti». È passato tanto tempo, siamo cambiati, siamo un po’ persone diverse, ma la condivisione di emozioni così coinvolgenti ci terrà legati per sempre.
lothar matthaus giovanni trapattoni
Il tempo passa, assottiglia l’orizzonte ma quello passato in armonia e comunione è lì alle spalle a farci compagnia. Caro mister, hai sparso semi di amicizia ovunque, sappi che qui da uno di quei chicchi è germogliata una piantina, che oltre alla stima e alla riconoscenza, ti vuole bene. E ho provato un po’ di invidia per quei ragazzi che ti hanno salutato davanti a casa. Avrei voluto esserci io, lì con loro, per stringerti la mano e dirti semplicemente: «Grazie».
aldo serena italia argentina italia '90
aldo serena italia argentina
aldo serena
La Juve del 1986 in ritiro foto postata da Aldo Serena
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aldo serena
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